La Prefettura di Brescia ha comunicato la decisione di sospendere il consiglio comunale di San Felice del Benaco. Ripercorriamo le tappe di questa vicenda politica.
Dimissioni e commissariamento: Il 23 luglio, il prefetto della provincia di Brescia, Maria Rosaria Laganà, ha annunciato la sospensione del consiglio comunale di San Felice del Benaco a causa delle dimissioni di sette dei dodici consiglieri comunali. A seguito di questa decisione, è stata nominata commissario per la gestione provvisoria dell’ente locale Anna Frizzante, viceprefetto aggiunto in servizio presso la Prefettura di Brescia.
Poteri del commissario: Anna Frizzante avrà i poteri del consiglio comunale, della giunta e del sindaco. Sarà affiancata dal sub-commissario Giuseppe La Corte, funzionario amministrativo presso la Prefettura. Inoltre, il prefetto ha inoltrato al Ministero la proposta di scioglimento del consiglio comunale, provvedimento che spetta esclusivamente al Presidente della Repubblica.
Situazione di stallo: Il Comune di San Felice del Benaco è attualmente senza giunta e senza sindaco. La nomina del commissario prefettizio è prevista per il 23 luglio, e il commissario avrà il compito di gestire l’amministrazione fino alle prossime elezioni. La situazione di incertezza ha origine dalle dimissioni di massa dei consiglieri di maggioranza e dalle dichiarazioni dell’ex sindaca Lorenza Baccolo, che ha sollevato dubbi sulla sua eleggibilità.
Dubbio di incandidabilità: Lorenza Baccolo ha confermato le voci sulla sua presunta incandidabilità, derivanti da una verifica dei requisiti individuali degli eletti. Questo potrebbe causare conseguenze legali e influire negativamente sul mandato. Baccolo ha ringraziato i consiglieri di maggioranza per il supporto mostrato con le loro dimissioni.
Mancanza di comunicazione: La vicenda ha alimentato polemiche e ombre sulla trasparenza della gestione comunale. La minoranza di Idee in Comune, guidata dall’ex sindaco Simone Zuin, ha criticato la mancanza di comunicazione, definendola una grave mancanza di rispetto per la comunità.
Conclusione inevitabile: La sospensione del consiglio comunale e il commissariamento erano inevitabili dopo le dimissioni dei consiglieri di maggioranza e la mancata convocazione del primo consiglio comunale nei termini previsti dalla legge.