La crisi dei suicidi nelle carceri italiane ha raggiunto un punto di rottura. Dall’inizio dell’anno, 65 detenuti hanno scelto di togliersi la vita, l’ultimo giovedì scorso nel carcere di Prato. Tra questi, Ali, il più giovane con soli 19 anni, e Vincenzo, il più anziano con 81 anni. A questi tragici numeri si aggiungono anche i suicidi di 7 agenti della polizia penitenziaria, avvenuti nel corso del 2024.
Di fronte a questa realtà sconvolgente, la situazione nelle carceri è diventata insostenibile, spingendo numerose organizzazioni e partiti politici a scendere in piazza per chiedere un cambiamento radicale. Un presidio si è tenuto recentemente a Canton Mombello, dove i manifestanti hanno esposto su fogli A4 i nomi e le età delle vittime di questa terribile ondata di suicidi. L’evento, organizzato da Federica Oneda di Europa Radicale insieme a Sinistra Radicale, Verdi, Movimento 5 Stelle, PD e +Europa, ha visto la partecipazione di circa quaranta persone.
Tra i partecipanti alla manifestazione, erano presenti anche diversi esponenti politici di spicco, tra cui Fabrizio Benzoni, deputato di Azione, e Miriam Cominelli, consigliera regionale del PD. La loro presenza ha sottolineato l’urgenza della situazione e la necessità di interventi concreti.
I manifestanti non si sono limitati a denunciare le tragiche condizioni di detenzione, ma hanno anche avanzato richieste precise: migliorare le condizioni di vita all’interno del penitenziario cittadino, riducendo il numero di detenuti e promuovendo una detenzione che rispetti i principi costituzionali di riabilitazione. Tra le richieste, vi è anche la chiusura del carcere Nerio Fischione, simbolo di un sistema penitenziario che necessita di una riforma profonda e urgente.