Nella notte tra l’11 e il 12 agosto, un nuovo raid incendiario ha colpito la zona di via Gasia a Salò, dove tre auto e due scooter sono stati inceneriti nel parcheggio antistante un condominio. L’episodio si è verificato dopo le 3 del mattino, causando momenti di panico tra i residenti, molti dei quali anziani e disabili.
Non è la prima volta che la zona viene presa di mira da incendi dolosi. Solo lo scorso ottobre, altri attacchi simili avevano già distrutto tre veicoli in due distinti episodi. Una residente ha dichiarato: “Abbiamo avuto paura. L’edificio ospita molte persone anziane e disabili che hanno vissuto momenti di terrore.” Durante le operazioni di spegnimento delle fiamme, i Vigili del fuoco hanno dovuto evacuare temporaneamente alcuni appartamenti per garantire la sicurezza degli abitanti.
In seguito all’accaduto, i residenti hanno nuovamente sollecitato l’installazione di telecamere di videosorveglianza nella zona, come già avvenuto in altre aree del comune. Secondo i residenti di Muro, la frazione dove si è verificato l’incendio, questo è solo l’ultimo di una serie di raid vandalici che hanno colpito questa parte periferica della città. “Speriamo che il Comune intervenga al più presto per rendere la zona più sicura,” hanno ribadito gli abitanti.
Il progetto di videosorveglianza comunale, lanciato lo scorso aprile, ha già visto l’installazione di 170 telecamere, che monitorano le aree più sensibili della città. Questo intervento rientra in un più ampio piano di sicurezza e riqualificazione urbana finanziato dalla Regione Lombardia, con un budget di 2,4 milioni di euro. Il progetto, guidato dalla Comunità montana di Valle Sabbia, prevede anche la riqualificazione energetica degli impianti di illuminazione pubblica con l’installazione di circa 4.000 nuovi punti luce e altri servizi tecnologici per una smart city. Tuttavia, la zona colpita dai recenti raid incendiari non è ancora coperta dal sistema di videosorveglianza, lasciando un vuoto nella rete di sicurezza che i residenti chiedono urgentemente di colmare.