L’Istituto Agrario Giardino di Orzivecchi, punto di riferimento storico per la formazione in ambito agricolo, ha chiuso i battenti a causa di gravi problemi di inagibilità. Gli studenti, circa 140, sono stati costretti a tornare alla didattica a distanza (Dad), ricordando i tempi difficili della pandemia da Covid-19.
L’origine dei problemi
La chiusura si è resa necessaria a metà novembre, quando un cortocircuito ha causato un forte odore di plastica bruciata e fumo all’ingresso della scuola, obbligando all’evacuazione immediata dell’edificio. La Provincia di Brescia, responsabile della manutenzione degli istituti superiori, ha sostituito un cavo elettrico, ma ha segnalato che il problema principale risiede in un quadro elettrico obsoleto, la cui sostituzione è di competenza della Fondazione Istituzioni Agrarie Raggruppate (Iar), proprietaria dell’immobile.
Contemporaneamente, sono stati rilevati gravi problemi all’impianto antincendio, che copre solo parzialmente l’edificio e richiede un rifacimento totale. Questo doppio problema ha portato alla chiusura dell’istituto dal 19 novembre, con conseguente interruzione dell’attività didattica in presenza.
Gli effetti della chiusura
La chiusura ha lasciato deserte le aule, i laboratori e persino il convitto che ospitava una ventina di studentesse durante la settimana. I docenti proseguono le lezioni in Dad dalla sede centrale dell’I.i.s. Dandolo di Bargnano, ma i disagi per studenti e famiglie sono significativi. La lentezza degli interventi di ripristino ha sollevato proteste, evidenziando le difficoltà di coordinamento tra la Provincia, responsabile della manutenzione, e la Fondazione Iar, proprietaria dell’immobile.
Una scuola di grande tradizione
L’Istituto Agrario Giardino di Orzivecchi ha una storia ricca e significativa. Fondato da Giuseppe Pastori, agronomo di spicco del XIX secolo, la scuola ha rappresentato un centro di innovazione agricola. Negli anni ’60, la struttura ospitava anche studenti della Facoltà di Agraria di Milano, consolidando la sua reputazione come polo formativo d’eccellenza.
Negli ultimi anni, però, l’edificio ha sofferto di gravi problemi strutturali. Interventi passati, come la rimozione dell’eternit nel 2012 e la sistemazione della fognatura nel 2016, non sono stati sufficienti a garantire la sicurezza e l’efficienza dell’istituto.
Disagi e incertezze sul futuro
Ad oggi, non sono stati avviati lavori per rimettere in funzione la struttura, lasciando studenti e genitori in attesa di una soluzione. La mancata operatività dell’Istituto Agrario rischia di compromettere un anno scolastico cruciale per i ragazzi, molti dei quali necessitano di laboratori pratici per completare la loro formazione.
Le richieste di un intervento rapido si moltiplicano, ma le questioni burocratiche e il rimpallo di responsabilità tra Provincia e Fondazione Iar sembrano rallentare ogni possibile soluzione.