Il tribunale di Brescia ha disposto il rinvio a giudizio per l’avvocata Serena Grassi, accusata di patrocinio infedele e falso in atto pubblico. Secondo le indagini, il professionista avrebbe ingannato l’attrice Randi Ingerman tra il 2020 e il 2022, facendole credere di aver avviato o vinto cause legali inesistenti, anche utilizzando misure giurisdizionali falsificati.
L’inganno e le accuse
L’avvocata avrebbe creato documenti apparentemente ufficiali, con firme falsificate di giudici inconsapevoli, per convincere la sua cliente di presunti successi legali. Tra i casi più rilevanti:
- Una vittoria simulata contro una banca per una somma di 277mila euro.
- Un ricorso all’INPS mai presentato.
- Un’azione legale inesistente contro una clinica che aveva assistito l’attrice.
Tra i documenti falsificati figurano una sentenza civile con la firma falsa del giudice Adriana Cassano Cicuto, un decreto di omologa della sezione lavoro del Tribunale di Milano e altri atti giudiziari falsi, tra cui una sentenza del Tribunale del Riesame priva di firma e un provvedimento della Corte d’Appello di Venezia.
La denuncia e le indagini
Randi Ingerman, 57 anni, nata negli Stati Uniti e residente a Milano, ha denunciato l’avvocato nel luglio 2022. L’inchiesta, inizialmente aperta dalla Procura di Milano, ha portato la Guardia di Finanza a sequestrare documenti e condurre accertamenti informatici. La competenza territoriale è stata poi trasferita a Brescia, dove il giudice Adriana Cassano Cicuto e la collega Zenaide Crispino, entrambe inconsapevoli delle falsificazioni, figurano come parti civili insieme alla Ingerman.
Il processo
Il dibattimento inizierà il 7 marzo 2025 davanti alla prima sezione penale del Tribunale di Brescia. La procura accusa l’avvocata di aver redatto almeno cinque documenti falsi, estremamente simili a quelli originali, con l’obiettivo di trarre in inganno la sua cliente e coprire le mancate azioni legali.
Un caso che scuote la fiducia nel sistema legale
Questa vicenda mette in luce gravi violazioni etiche e legali da parte di un professionista incaricato di tutelare gli interessi della propria cliente. La Ingerman, ex volto di celebri spot pubblicitari, ha affrontato negli anni anche problemi di salute, rendendo la fiducia tradita ancora più significativa.
Il processo sarà cruciale per fare luce sui dettagli delle accuse e per verificare l’entità del danno subito dalla vittima, sia sul piano legale che personale.