La crisi dell’Istituto Alberghiero «Andrea Mantegna» di Brescia: un appello al settore ristorativo

L'Istituto Alberghiero «Andrea Mantegna» di Brescia sta attraversando una grave crisi economica che rischia di compromettere le attività pratiche degli studenti, fondamentali per il loro percorso formativo

L’Istituto Alberghiero «Andrea Mantegna» di Brescia sta attraversando una grave crisi economica che rischia di compromettere le attività pratiche degli studenti, fondamentali per il loro percorso formativo. Il dirigente scolastico Giovanni Rosa ha lanciato un appello al mondo della ristorazione e dell’accoglienza turistica, invitando cuochi, pasticceri, pizzaioli, albergatori e altri professionisti del settore a contribuire economicamente per garantire la continuità dei laboratori, che rappresentano una parte cruciale del Pcto (ex alternanza scuola-lavoro).

Il principale ostacolo alla gestione delle attività pratiche è legato all’aumento dei costi delle materie prime, che ha inciso pesantemente sulle spese dell’istituto. La scuola, pur ricevendo un supporto dal Ministero per il funzionamento generale, non ha accesso a fondi per l’acquisto delle derrate alimentari, necessarie per le esercitazioni nei laboratori di cucina, pasticceria, sala e accoglienza turistica. “Come si può imparare a cucinare senza farina, verdura o burro?”, si chiede il preside, sottolineando l’assurdità di dover fare formazione senza i materiali indispensabili.

Inoltre, l’aumento dell’inflazione ha contribuito ad alzare anche i costi dei servizi di supporto alla ristorazione, aggravando ulteriormente la situazione. A ciò si aggiunge la diminuzione dei contributi volontari delle famiglie, passati dall’80% pre-Covid al solo 15% di quest’anno, aggravando il già difficile quadro economico.

Di fronte a questi problemi, Giovanni Rosa ha fatto appello direttamente ai professionisti del settore, chiedendo un contributo economico per finanziare le attività pratiche di laboratorio. Ogni donazione sarà destinata a sostenere le spese per l’acquisto di materie prime e per il funzionamento dei laboratori. L’idea, spiegata dal preside, non è quella di creare allarmismo, ma di sensibilizzare un settore che conosce bene la difficoltà di far fronte ai costi di gestione. I nomi dei sostenitori saranno pubblicati sul sito della scuola, come segno di gratitudine per il loro impegno.

Il rischio principale, come sottolinea il dirigente scolastico, è che gli studenti non possano acquisire le competenze pratiche necessarie per entrare nel mondo del lavoro. Le attività di laboratorio sono fondamentali per sviluppare competenze tecniche e professionali in cucina, sala, pasticceria e accoglienza turistica, competenze che, senza un’esperienza pratica adeguata, rischiano di rimanere incompiute. La scuola non vuole che gli studenti vengano privati della possibilità di apprendere attraverso esperienze dirette, che sono il cuore della formazione in ambito alberghiero.

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