Ciclovia del Garda: niente anello completo, arriva la soluzione con battelli ibridi

La ciclovia del Garda rinuncia all'anello completo: battelli ibridi sostituiranno il tratto Gardone-Limone, ma il segmento Salò-Fasano solleva polemiche.

Regione Lombardia rinuncia al terzo lotto della ciclovia sul Garda, puntando su un’alternativa intermodale per superare le difficoltà geologiche.

Stop al terzo lotto sul Garda lombardo
La Regione Lombardia ha deciso di non realizzare il terzo lotto della ciclovia del Garda , che avrebbe dovuto collegare Gardone Riviera a Limone. Questa scelta, dettata dall’alto rischio di frane lungo le falesie del versante lombardo, mette fine al progetto di un anello ciclabile continuo intorno al lago. L’iniziativa, tuttavia, non rinuncia alla continuità del percorso, che sarà garantita tramite battelli ibridi in grado di trasporto biciclette e ciclisti.

Un tracciato interrotto e una nuova soluzione
La ciclovia, sul versante bresciano, si concluderà al porto di Fasano , al confine tra Gardone Riviera e Toscolano Maderno. Da lì, cicloturisti e biciclette saranno imbarcati per raggiungere Limone e Riva del Garda via lago. Questa soluzione, prevista dal Decreto ministeriale per la progettazione delle ciclovie, garantisce la continuità del percorso quando mancano i requisiti di sicurezza.

Nel frattempo, il Trentino prosegue i lavori per completare i propri tratti di ciclabile, con percorsi a strapiombo sul lago o ricavati nella roccia, nonostante le preoccupazioni sollevate sul fronte lombardo.

Polemiche sul tratto Salò-Fasano
Se la soluzione con battelli sembra trovare consensi, non mancano le critiche sul tratto Salò-Fasano , l’ultimo segmento pedalabile della ciclovia. Secondo associazioni locali come Gardone Europa, Consorzio Alberghi Riviera del Garda e Toscolano Maderno Promotion, questo tratto sarebbe problematico per residenti e turisti , compromettendo la sicurezza e il paesaggio.

Tra i punti critici segnalati vi sono la strada stretta in via dei Colli , la necessità di allargare sentieri come quello in valletta di Fraole, e il transito sulla passeggiata pedonale nei pressi di palazzo Wimmer, utilizzata anche dalle ambulanze di villa Gemma. Alcuni sostengono che il percorso avrebbe dovuto fermarsi a Salò, nei pressi di ponte Viganò, sfruttando un imbarcadero già esistente per l’imbarco sui battelli.

Costi ridotti per il progetto lombardo
Con l’abbandono del terzo lotto, il completamento della ciclopedonale lombarda diventa meno oneroso. L’investimento complessivo è stimato in poco più di 8 milioni di euro, suddivisi in:

  • 3,5 milioni di euro per il tratto Sirmione-Padenghe;
  • 3,87 milioni di euro per il lotto Padenghe-Salò;
  • 742 mila euro per il segmento Salò-Gardone Riviera.
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