Un nuovo servizio dedicato al supporto dei cittadini nei mesi invernali mira a ridurre il carico sui Pronto Soccorso.
Una risposta mirata alle emergenze respiratorie
A Brescia è operativo l’ HotSpot Infettivologico dell’Asst Spedali Civili, parte di un progetto sperimentale attivo in diverse città lombarde. L’iniziativa punta a migliorare la gestione delle sindromi respiratorie virali , come l’influenza, il Covid-19 e il virus respiratorio sinciziale (RSV), offrendo un’alternativa valida alle visite in Pronto Soccorso.
Il servizio è rivolto ai cittadini con sintomi respiratori, dai 6 anni in su, che necessitano di una valutazione medica non urgente durante le ore serali o festive.
Orari e modalità di accesso
L’HotSpot infettivologico di Brescia si trova presso la postazione di continuità assistenziale in viale Duca degli Abruzzi 13. Gli orari di apertura sono:
- Tutti i giorni dalle 20 alle 24
- Domenica mattina dalle 9 alle 13
L’accesso è consentito esclusivamente tramite il numero unico 116117 , gestito dalla Centrale Operativa di AREU. Durante la chiamata, i medici di continuità assistenziale valutano l’idoneità del paziente a recarsi all’HotSpot, evitando accessi diretti non autorizzati.
Obiettivo: meno pressione sul Pronto Soccorso
Il progetto è stato concepito per contenere gli accessi impropri al Pronto Soccorso, riservando questa struttura alle emergenze gravi. Gli HotSpot garantiscono un’assistenza gratuita per gli iscritti al Servizio Sanitario della Regione Lombardia, alleggerendo il sistema sanitario durante i periodi di picco influenzale.
Secondo gli esperti, un servizio simile può contribuire in modo significativo a migliorare la gestione delle sindromi respiratorie stagionali, incentivando un approccio più tempestivo e mirato. Inoltre, il programma sottolinea l’importanza della prevenzione, anche attraverso la vaccinazione contro l’RSV e l’influenza.
Un progetto pilota per il futuro
Questa rete di HotSpot infettivologici rappresenta una sperimentazione che, se efficace, potrebbe essere estesa a tutto il territorio regionale. L’iniziativa mostra come sia possibile ottimizzare le risorse sanitarie, garantendo al tempo stesso un’assistenza più capillare e accessibile per i cittadini.