I rapporti commerciali tra Brescia e1,7 miliardi di euro ,1,5 miliardi derivanti dall’export bresciano , secondoConfindustria Bresciail suometallurgia , dei **macchinmacchinari e dell’**agroalimentare ,1,16 miliardi di euroverso gli Stati Uniti.
Le imprese bresciane e la sfida dei dazi
Gli Usa rappresentano il 7,7% delle esportazioni totali di Brescia, ma i dazi paventati potrebbero colpire duramente un sistema già provato dalla crisi tedesca. Oltre ai settori principali, anche le 110 aziende bresciane presenti negli Stati Uniti temono ripercussioni. Allo stesso tempo, sul territorio bresciano discutono 27 aziende americane , con un totale di 2.600 addetti e un giro d’affari vicino al miliardo di euro.
Bonomi: “Preoccupazione relativa, l’Europa deve reagire”
Aldo Bonomi, presidente del Bonomi Group , ha espresso una cauta fiducia sul futuro, pur riconoscendo la necessità di un’Europa più competitiva : “I dazi sono un rischio, ma la forza del dollaro e la necessità delle tecnologie europee da parte degli Stati Uniti rappresentano dei punti di forza. Tuttavia, l’Europa deve svegliarsi e adottare una vera politica industriale, riducendo i costi della manodopera e dell’energia”.
Bonomi sottolinea che eventuali dazi non devono favorire paesi come Cina e Vietnam , aggiungendo che l’espansione economica statunitense verso Canada, Groenlandia e Messico potrebbe essere un segnale per l’Europa di prendere iniziative più decise.
Ulcelli: “Gli Usa restano un mercato di opportunità”
Barbara Ulcelli, amministratrice delegata di Img srl di Capriano del Colle, ha dichiarato che i dazi non rappresentano un ostacolo immediato: “L’apprezzamento del dollaro mitigherà gli effetti. Gli Usa non possono rinunciare ai nostri macchinari di alta qualità”. La Img sta infatti sviluppando nuove opportunità negli Stati Uniti, con un progetto che potrebbe portare alla creazione di una produzione congiunta con una multinazionale.
Il ruolo dell’Europa secondo Camozzi
Anche Lodovico Camozzi, presidente del Gruppo Camozzi , presente negli Usa con diverse divisioni, ha auspicato una scossa all’Europa : “L’Unione Europea deve reagire per non subire gli effetti delle politiche statunitensi. Gli Usa dipendono dalle tecnologie europee, ma la mancanza di una risposta forte potrebbe mettere a rischio la competitività delle imprese”.
Conclusioni
Sebbene i dazi di Trump generino preoccupazione tra le imprese bresciane , molti imprenditori vedono negli Stati Uniti un mercato che continua a valorizzare le tecnologie italiane. La sfida più grande sembra essere quella di un’Europa che deve ritrovare unità e forza competitiva per affrontare un contesto economico globale sempre più complesso.