Serata di paura per gli abitanti della Torre Cimabue di San Polo , dove un incendio è divampato intorno alle 20:30 del 23 gennaio, in uno degli appartamenti del complesso di housing sociale. Le fiamme, partite probabilmente da un frigorifero difettoso , hanno poi coinvolto un materasso, alimentando l’incendio e causando un’importante fuoriuscita di fumo che ha invaso la tromba delle scale. Una persona è rimasta lievemente intossicata , mentre molte famiglie sono state costrette ad evacuare le proprie abitazioni per alcune ore.
Causa e dinamica dell’incendio
Secondo le prime ricostruzioni, l’incendio è stato innescato da un guasto elettrico a un elettrodomestico, ma non si esclude ancora del tutto il dolo. Le fiamme si sono propagate rapidamente all’interno dell’abitazione al secondo piano, situata vicino alle scale centrali del palazzo. Il fumo ha raggiunto i piani superiori, rendendo necessario l’intervento immediato dei vigili del fuoco, che hanno messo in sicurezza la struttura ed evacuare i residenti.
Evacuazione e danni
Le famiglie sono state fatte uscire dagli appartamenti per precauzione e hanno dovuto attendere all’esterno, al freddo, fino alle 23:00, quando i vigili del fuoco hanno completato le operazioni di bonifica e autorizzato il rientro. Tuttavia, l’ascensore e la scala centrale sono stati dichiarati inagibili , e gli inquilini potranno utilizzare solo la scala d’emergenza fino a nuova comunicazione.
La richiesta di intervento di “Diritti per tutti”
L’associazione Diritti per tutti è intervenuta con un appello rivolto all’Aler ( l’Azienda Lombarda per l’Edilizia Residenziale) e al Comune, sollecitando interventi immediati per garantire maggiore sicurezza agli inquilini. Tra le richieste, la riparazione delle porte d’ingresso per evitare intrusioni di estranei, la rimozione di materiali ingombranti dalle scale e un incontro urgente con i rappresentanti del comitato degli abitanti, formato da oltre 100 famiglie.
Sicurezza sotto i riflettori
L’incendio ha evidenziato criticità strutturali e gestionali all’interno del complesso abitativo. Gli abitanti chiedono misure concrete per prevenire il rischio di futuri incidenti e migliorare le condizioni di sicurezza. La vicenda ha riacceso il dibattito sulla gestione delle case popolari e sulla necessità di interventi tempestivi per tutelare i residenti.