Il mese di gennaio si prepara a concludersi con un quadro meteorologico piuttosto movimentato, caratterizzato da piogge abbondanti in pianura e nevicate copiose sulle montagne. Le temperature, seppur in lieve aumento, rimarranno sopra la media stagionale, con un inverno che sembra allontanarsi sempre di più dalle caratteristiche tipiche della stagione.
A partire da oggi, 26 gennaio, una serie di perturbazioni atlantiche porterà un tempo perturbato sul nord Italia. Le piogge inizieranno già dalla mattina e proseguiranno, seppur con intensità modesta, fino al primo pomeriggio. Le temperature non scenderanno sotto i 9-10 gradi, mantenendo un clima relativamente mite. Tuttavia, una seconda perturbazione arriverà domani, 27 gennaio, portando con sé venti tesi di scirocco, che rinforzeranno nel tardo pomeriggio e continueranno fino a notte fonda. In questo periodo, la pioggia sarà estesa e persistente.
I modelli previsionali indicano per i prossimi giorni un contesto termico più vicino a quello autunnale che invernale, con temperature superiori di circa 5-6 gradi rispetto alle medie stagionali. Già venerdì 31 gennaio, i valori minimi registreranno anomalie termiche significative, mantenendosi sopra i 10 gradi in molte zone, anche a bassa quota.
Sulle montagne, oltre i 1.500 metri di altitudine, sono previste abbondanti nevicate, con accumuli che potrebbero raggiungere anche i 30-40 cm alla fine della perturbazione. Le piogge, invece, interesseranno soprattutto le pianure e le zone costiere, dove si assisterà a un ritorno delle precipitazioni già dalla giornata di sabato 27 gennaio. Per martedì 28 gennaio, ci si aspetta una mattinata ancora perturbata, ma con una graduale attenuazione dei fenomeni nel pomeriggio, quando saranno possibili anche ampie schiarite. La temperatura massima salirà ulteriormente, toccando i 12-13 gradi.
Il mese di febbraio si preannuncia come un periodo con temperature superiori alla norma. L’assenza di vere ondate di freddo lascia presagire un clima mite che potrebbe ricordare più quello di marzo che di febbraio. Questo nonostante i record di calore abbiano continuato a battere in diverse zone d’Europa: a Monaco di Baviera, ad esempio, sabato scorso sono stati raggiunti i 18 gradi, un valore decisamente anomalo per la stagione.
L’eccezionale ondata di calore che sta caratterizzando tutta Europa è dovuta principalmente all’orientamento delle correnti atmosferiche, che soffiano da sud-ovest e provengono dall’Atlantico subtropicale. Queste correnti hanno portato con sé cicloni extratropicali, come quello che ha recentemente colpito l’Irlanda con venti fino a 150 km/h. Questo riscaldamento anomalo è stato visibile anche negli Stati Uniti, dove fenomeni atmosferici contrari hanno causato irruzioni di aria gelida, abbassando drasticamente le temperature in alcune aree, come il Texas e la Florida.