Un professore di religione di circa 40 anni, sposato e padre di famiglia, è accusato di detenzione di materiale pedopornografico e rapporti con una minorenne. L’uomo, che insegna in un istituto superiore della provincia di Brescia, ha richiesto il rito abbreviato, procedura che prevede uno sconto di pena fino a un terzo in caso di condanna.
Le accuse e l’arresto
Il docente era stato arrestato nel giugno scorso, dopo che le indagini, coordinate dal pm Alessio Bernardi della Procura dei minori, avevano portato alla luce foto e video compromettenti trovati su smartphone, computer e altri dispositivi sequestrati nella sua abitazione. A far partire l’inchiesta sono stati i genitori della presunta vittima, che avrebbero scoperto materiale esplicito sul cellulare della figlia, una ragazza di 16 anni.
Dopo l’arresto, all’insegnante erano stati concessi i domiciliari, revocati solo alcune settimane fa. Oltre a svolgere la professione di docente, è anche avvocato penalista, iscritto all’Ordine di Brescia.
Prossima udienza il 25 febbraio
Il caso è ora nelle mani della magistratura, che il 25 febbraio deciderà se accogliere la richiesta di rito abbreviato, una scelta che, se concessa, potrebbe ridurre la pena fino a un terzo.
L’inchiesta continua a suscitare forte attenzione, sia per la gravità delle accuse, sia per il profilo dell’indagato, che ricopriva un ruolo educativo e professionale di rilievo.