Si è tenuta ieri, 1 febbraio, a Mantova l’ Assemblea generale della Comunità del Garda , durante la quale sono stati affrontati temi cruciali per il territorio: sicurezza del lago, gestione idraulica, promozione turistica, viabilità ed ecosistemi . Tra le questioni più rilevanti discusse, quella della riqualificazione del sistema di depurazione del Garda, che continua a procedere con ritmi diversi tra la sponda bresciana e quella veronese.
Il nodo dei depuratori: lavori a due velocità
Il tema della depurazione è tornato al centro del dibattito dopo la riunione della cabina di regia di novembre a Roma, presieduta dal viceministro dell’Ambiente Vannia Gava , dove è stata confermata a Lonato del Garda come sede del nuovo depuratore per la sponda bresciana .
Pur non avendo competenza diretta sulla localizzazione dell’impianto, la presidente della Comunità del Garda, Mariastella Gelmini , ha ribadito l’importanza dell’opera: “Per la parte lombarda siamo ancora in fase di progettazione. La nostra priorità è garantire il rispetto ambientale , costi sostenibili e tempi certi per la realizzazione. Ho portato all’attenzione del governo le preoccupazioni di sindaci e operatori economici affinché i lavori abbiano il minor impatto possibile” .
Gelmini ha inoltre dichiarato che la Comunità del Garda è favorevole a compensazioni economiche per Lonato , vista la rilevanza del progetto per il futuro del lago.
Sponda veronese: lavori avviati, ma servono più risorse
Mentre la sponda bresciana è ancora in fase progettuale, nel Veronese i lavori per il nuovo collettore sono già iniziati e procedono rapidamente . tuttavia, ris“È urgente reperire nuove risorse” , ha dichiara“I fondi per completare la sponda veneta e iniziare i lavori su quella bresciana arriveranno dal Fondo per lo sviluppo e la coesione” .
Nuove collaborazioni e tutela dell’ecosistema
Durante l’assemblea è intervenuto anche Alessandro Beduschi, assessore regionale lombardo , che ha annunciato l’ingresso della Comunità del Garda nella Consulta regionale per la pesca , definendolo “un segnale concreto di cooperazione” . Un passo importante in vista dell’atteso via libera al ripopolamento del coregone , risultato di un lavoro congiunto con il ministero.
L’assemblea ha ribadito l’impegno della Comunità del Garda per una gestione sostenibile e coordinata delle risorse del lago , puntando sulla tutela ambientale e sullo sviluppo turistico del territorio.