Una parte complicata , un trasferimento d’urgenza e un esito tragico: la neonata non ce l’ha fatta. Un dramma che ha colpito una famiglia dell’Est Europa , culminato pochi giorni dopo con un altro evento sconvolgente. Un medico dell’équipe che ha seguito il parto si è tolto la vita , lanciandosi da un ponte a Trento.
Sebbene il collegamento tra i due eventi non sia ancora stato accertato , gli inquirenti stanno ricostruendo la sequenza temporale e le possibili motivazioni dietro il gesto estremo del medico. Di certo, si sa che aveva preso parte all’intervento e vissuto da vicino la tragedia della piccola.
L’indagine della Procura di Brescia
I genitori della neonata hanno presentato denuncia , chiedendo di fare chiarezza sulle circostanze del decesso della figlia. La Procura di Brescia ha aperto un fascicolo e affidato le indagini a un pubblico ministero. I carabinieri del Nas hanno già acquisito la documentazione sanitaria dell’ospedale di Desenzano , dove a fine gennaio si è verificato il tragico parto.
Al momento, una selezione di operatori sanitari risulta iscritta nel registro degli indagati . Si tratta di un atto a loro tutela, per permettere la partecipazione alle eventuali perizie e garantire il corretto svolgimento dell’inchiesta. Le verifiche si concentrano su alcune tecniche adottate durante il parto , che potrebbero avere influito sull’esito finale.
Il tragico gesto del medico
Parallelamente, gli investigatori cercano di ricostruire gli ultimi giorni di vita del medico , dal momento della morte della bambina fino al gesto estremo. Cosa è successo in quel breve lasso di tempo? Quali pensieri, pressioni o sensi di colpa lo hanno spinto a togliersi la vita?
Mentre le risposte arriveranno solo con il proseguire delle indagini, resta il fatto che in pochi giorni si sono consumate due perdite irreversibili , lasciando un vuoto incolmabile per i familiari e per chi era coinvolto in entrambi i drammatici eventi.