Un’imponente operazione della Guardia di Finanza ha portato all’arresto di 12 persone e al sequestro preventivo di oltre 8,5 milioni di euro, svelando una presunta associazione a delinquere legata alla ‘ndrangheta. L’inchiesta, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia (Dda) di Brescia, ha messo in luce una frode fiscale nel settore del commercio delle materie plastiche per un valore complessivo di 365 milioni di euro.
Un’inchiesta internazionale
Dalle prime ore del mattino, i militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Brescia e del Servizio Centrale Investigazione Criminalità Organizzata (Scico) stanno eseguendo perquisizioni in diverse province italiane. L’operazione ha interessato anche la Svizzera e la Spagna, evidenziando la portata internazionale dell’indagine.
La frode fiscale nel settore della plastica
Secondo le indagini, l’organizzazione avrebbe messo in atto un complesso sistema di frode fiscale, sfruttando società fittizie e false fatturazioni per evadere il fisco. Il sistema, ideato per generare ingenti profitti illeciti, si sarebbe sviluppato all’interno del settore del commercio delle materie plastiche, ambito che si presta a operazioni di riciclaggio e evasione fiscale.
Sequestri e misure cautelari
Oltre agli arresti, le autorità hanno disposto sequestri patrimoniali per milioni di euro, colpendo direttamente i beni riconducibili ai presunti responsabili. L’operazione, ancora in corso, punta a smantellare la rete criminale che avrebbe operato nel territorio bresciano e in altre province italiane, con forti legami con la criminalità organizzata calabrese.
Ulteriori dettagli sull’inchiesta saranno resi noti nel corso della giornata, ma già emergono elementi che confermano il radicamento della ‘ndrangheta nel Nord Italia e il suo coinvolgimento in reati economici di grande portata.