“L’energia è così travolgente che la stanchezza non si avverte, nemmeno dopo giornate infinite e un ritmo frenetico”. Così descrive la sua esperienza Elisa Filippini, giovane studentessa di Rezzato, iscritta al corso di Comunicazione e Marketing dello IUSVE (Istituto Universitario Salesiano Venezia-Verona). Per il secondo anno consecutivo, si è trovata nel cuore pulsante del Festival di Sanremo, affiancata da altri sei compagni di corso, sotto la guida del direttore della comunicazione Marco Sanavio e dell’operatore di Radio Cube, Riccardo Secchi.
Ma il loro ruolo non è quello di semplici spettatori: questi giovani talenti sono gli inviati ufficiali di Rai Pubblica Utilità, con una missione ben precisa.
Un Festival per tutti: il lato inclusivo di Sanremo
Oltre allo spettacolo e alle interviste con gli artisti, il team universitario ha un compito fondamentale: rendere il Festival accessibile anche a persone non vedenti e sorde. Un impegno che si traduce nella produzione di contenuti specializzati, permettendo di raccontare ogni dettaglio visivo attraverso parole e sottotitoli.
Su Rai Play vengono trasmessi video sottotitolati per i non udenti, mentre su Rai Play Sound le descrizioni dettagliate rendono fruibile l’esperienza anche a chi non può vedere.
“Raccontare per chi non può vedere è una sfida emozionante”, spiega Elisa. “Bisogna cogliere ogni minimo dettaglio: i colori degli abiti, le acconciature degli artisti, l’atmosfera dei luoghi. Il nostro obiettivo è creare un racconto visivo attraverso le parole, affinché anche chi non può assistere dal vivo possa ‘vedere’ il Festival con la mente”.
Ogni edizione è diversa e porta con sé nuove sfide: gli artisti cambiano, le dinamiche si evolvono e l’emozione si rinnova. Il dietro le quinte di Sanremo è una macchina organizzativa imponente, comprensibile solo vivendola in prima persona.
Interviste esclusive: quando la musica diventa voce e storia
La parte più entusiasmante dell’esperienza? Gli incontri con gli artisti. Elisa e il suo team hanno avuto l’opportunità di intervistare grandi nomi della musica italiana, tra cui Achille Lauro, Simone Cristicchi, Francesco Gabbani, Elodie, Willy Peyote, Rose Villain, Olly e Joan Thiele, oltre ad Alessandro Cattelan e Gabriele Corsi.
Nonostante i ritmi serrati, tutti si sono dimostrati disponibili e aperti al dialogo. Un momento particolarmente toccante è stato l’incontro con Simone Cristicchi, premiato con l’Ethical Champion Award di Radio Cube, assegnato a chi utilizza i social media in modo etico e consapevole.
“Le sue parole sulla fragilità e sull’amore verso i propri cari sono state di una dolcezza disarmante”, racconta Elisa. “La sua canzone è un inno alla cura e all’attenzione per chi soffre”.
Le sorprese di Sanremo: tra icone della musica e riflessioni sui giovani
Altrettanto sorprendente è stato Achille Lauro, che dal vivo ha lasciato Elisa senza parole. “È molto più alto e imponente di quanto immaginassi in TV!”, ammette. Ma oltre all’impatto estetico, la studentessa è rimasta colpita dalla sua visione sui giovani: “Oggi i ragazzi non vogliono più seguire schemi preimpostati. C’è una nuova consapevolezza: vogliono vivere autenticamente, senza percorsi imposti dalla società, aperti a infinite opportunità”, ha dichiarato il cantante.
Un pensiero condiviso anche da Gabriele Corsi, che ha lanciato un messaggio chiaro alle nuove generazioni: “Non aspettate il futuro, prendete in mano il presente”.
Un’esperienza indimenticabile
L’unico rimpianto di Elisa? Non aver ancora avuto l’occasione di intervistare Carlo Conti. Ma c’è sempre tempo per un ultimo colpo di scena prima della partenza.
“Domenica mattina lascerò Sanremo, ma non le emozioni di questa avventura. Solo a mente fredda riuscirò a metabolizzare tutto ciò che ho vissuto”, conclude.
Un’esperienza che va ben oltre il semplice Festival: un’opportunità di crescita, professionalità e sensibilità sociale. Perché Sanremo non è solo musica, ma anche racconto, inclusione e sogni che prendono vita.