Condanna a Andrea Cassarà: un anno e quattro mesi per tentata interferenza illecita nella vita privata

Il processo che ha visto protagonista Andrea Cassarà, ex schermidore azzurro, si è concluso con una condanna a un anno e quattro mesi di reclusione. La sentenza, emessa dal Tribunale di Brescia, ha visto una riqualificazione del reato, che originariamente era stato accusato come “tentata produzione di materiale pedopornografico”. Il reato è stato infatti modificato in “tentata interferenza illecita nella vita privata”, un cambiamento dovuto al fatto che, secondo il giudice, Cassarà non avrebbe potuto sapere che le due ragazzine coinvolte fossero minorenni.

Il pubblico ministero aveva chiesto una condanna di un anno e 10 mesi per Cassarà, mentre le parti civili si erano accodate alla richiesta. La difesa, invece, aveva chiesto l’assoluzione, sostenendo l’innocenza dell’ex schermidore. Nonostante la condanna, il Giudice ha escluso la gravissima accusa di tentata produzione di materiale pedopornografico, un aspetto che Andrea Cassarà ha sottolineato nel suo commento sulla sentenza.

L’incidente che ha portato al processo risale alla fine del 2023, quando Cassarà avrebbe tentato di riprendere con il proprio telefono due ragazzine di 16 anni mentre si trovavano negli spogliatoi del centro sportivo San Filippo di Brescia, mentre si stavano facendo la doccia. La vicenda è stata denunciata da una delle due minorenni, che non riconosceva il volto dell’uomo, ma la sua presenza è stata successivamente confermata dalle telecamere di sorveglianza della struttura, le quali lo hanno immortalato nella zona degli spogliatoi in un orario compatibile con la denuncia.

Nonostante ciò, dai successivi accertamenti sul cellulare di Cassarà, non sono stati trovati video o altre prove che dimostrassero la sua intenzione di registrare o produrre materiale pedopornografico. Di conseguenza, il reato inizialmente imputato è stato riqualificato in interferenza illecita nella vita privata. In risposta alla condanna, Andrea Cassarà ha pubblicato un messaggio sulla sua pagina Facebook, nel quale ha espresso il suo dissenso rispetto alla sentenza, dichiarando di voler appellarsi per dimostrare la sua totale innocenza. Cassarà ha voluto sottolineare che la condanna riguarda una “tentata interferenza illecita nella vita privata”, e che è stato escluso ogni coinvolgimento con l’accusa originaria di pedopornografia. Ha inoltre dichiarato che continuerà a fare l’allenatore, un ruolo che svolge ancora oggi, e che sarà supportato dai ragazzi che lo hanno sempre sostenuto.

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