Scioperi e tensioni nel settore metalmeccanico bresciano

Nel settore metalmeccanico, la trattativa per il rinnovo del contratto di lavoro è ancora in stallo, nonostante le recenti manifestazioni di protesta

Nel settore metalmeccanico, la trattativa per il rinnovo del contratto di lavoro è ancora in stallo, nonostante le recenti manifestazioni di protesta. I lavoratori, che avevano già incrociato le braccia il 13 dicembre e il 15 gennaio, sono tornati a scioperare, con altre otto ore di fermo, che hanno visto una notevole adesione a livello provinciale. Tuttavia, le posizioni tra i sindacati e le associazioni dei datori di lavoro restano distanti, impedendo ogni progresso verso un accordo.

I motivi che impediscono una risoluzione della vertenza sono legati alle proposte avanzate dalle due parti in causa. Da una parte, Fiom Cgil, Fim Cisl e Uilm Uil hanno presentato una piattaforma di richieste che include la riduzione dell’orario di lavoro a 35 ore settimanali a parità di stipendio, l’aumento delle retribuzioni mensili di 280 euro, da distribuire in tre anni, e il mantenimento delle forme di contratto a tempo indeterminato e apprendistato come quelle prevalenti per le assunzioni.

Dall’altra, Federmeccanica e Assistal hanno risposto con una proposta che prevede, a partire dal 2026, un riconoscimento economico annuale di 700 euro lordi per i dipendenti delle aziende con un rapporto margine operativo lordo/fatturato superiore al 10%. Tale cifra scenderebbe a 350 euro in caso di altri bonus individuali. Inoltre, sempre dal 2026, è prevista una copertura assicurativa gratuita che garantirebbe una rendita di 600 euro mensili per i lavoratori che dovessero trovarsi in condizioni di non autosufficienza.

Gli scioperi, per i segretari delle tre sigle sindacali bresciane, hanno lo scopo di sollecitare Federmeccanica e Assistal a tornare al tavolo delle trattative. Come affermato da Antonio Ghirardi, Stefano Olivari e Ettore Burlini, i rappresentanti sindacali hanno dichiarato che le manifestazioni di protesta sono l’unico strumento per fare pressione sui datori di lavoro e far valere le richieste dei lavoratori. Se il confronto non dovesse riprendere nei prossimi giorni, le sigle sindacali hanno già annunciato nuove iniziative, con ulteriori ore di sciopero previste per il mese di marzo.

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