La Polizia ferroviaria di Brescia ha posto sotto sequestro un impianto industriale situato nella provincia, a seguito di un’indagine che ha portato alla luce un presunto traffico illecito di rifiuti. Le verifiche condotte nei giorni scorsi hanno rivelato numerose violazioni ambientali e amministrative, con un soggetto attualmente sotto inchiesta.
Un sistema fuori controllo: cosa è emerso dalle indagini?
Secondo le autorità, l’azienda avrebbe gestito volumi di rifiuti ben superiori ai limiti autorizzati, acquisendoli in modo irregolare e depositandoli in condizioni non conformi alla normativa vigente. Tra i materiali sequestrati figurano rottami di origine domestica, assimilabili a rifiuti urbani, conferiti da privati cittadini. Tuttavia, l’impresa risultava autorizzata esclusivamente alla movimentazione e al recupero di rifiuti speciali, ovvero quelli derivanti da attività industriali e artigianali.
A rendere ancora più grave la situazione è stata la presenza accertata di rifiuti pericolosi per l’ambiente, per i quali l’azienda non possedeva alcuna autorizzazione al trattamento. Inoltre, gli inquirenti hanno evidenziato gravi carenze nella gestione documentale, con l’assenza di registrazioni contabili indispensabili per garantire la tracciabilità dei rifiuti. Non sarebbero stati effettuati neppure i controlli radiometrici sui materiali, una procedura fondamentale per la sicurezza ambientale.
Le indagini sono ancora in corso per chiarire eventuali ulteriori responsabilità e valutare l’impatto di queste violazioni. Il caso solleva interrogativi sulla necessità di controlli più stringenti nel settore dello smaltimento rifiuti per prevenire illeciti ambientali di questa portata.