A pochi giorni dalla decisione del Consiglio Comunale di Brescia, Legambiente torna a criticare il progetto dell’ascensore per il Castello, sottolineando le numerose incognite ancora irrisolte. L’associazione evidenzia l’aumento dei costi, la mancanza di un piano di gestione chiaro e l’assenza di una ZTL sul Cidneo, elemento ritenuto essenziale per garantire una mobilità sostenibile nella zona.
Costi lievitati e gestione poco chiara
Uno dei punti più controversi riguarda il raddoppio dei costi di realizzazione, passati dai 5 milioni di euro previsti nel 2021 agli attuali 9 milioni. La Regione ha stanziato 4 milioni, ma il Comune dovrà coprire i restanti 4,7 milioni, aumentando l’impegno economico dell’ente locale.
Oltre ai costi di costruzione, rimangono molte incertezze sulla gestione dell’impianto. Secondo Legambiente, non è stato ancora siglato alcun accordo con l’Agenzia del Trasporto Pubblico Locale, lasciando dubbi su come verrà integrato nel sistema di mobilità urbana. Non sono stati definiti né il costo del biglietto né gli orari di funzionamento, e manca una stima sui costi annuali di gestione.
Il nodo della mobilità e l’assenza della ZTL
L’associazione sottolinea che l’ascensore avrebbe senso solo con l’introduzione di una Zona a Traffico Limitato (ZTL) per l’intera area del Cidneo, in modo da limitare l’accesso ai veicoli privati e incentivare l’uso del trasporto pubblico. Tuttavia, al momento non c’è alcuna indicazione che il Comune voglia adottare questa misura, rischiando così di vanificare gli obiettivi di sostenibilità del progetto.
L’appello ai consiglieri comunali
Legambiente invita il Consiglio Comunale a valutare attentamente il progetto prima di approvarlo, chiedendo chiarezza su tutti gli aspetti economici e gestionali. L’associazione teme che, senza risposte concrete, l’ascensore possa diventare un’opera poco utile e onerosa per il bilancio comunale nei prossimi anni.