Brescia: gli imprenditori immigrati trainano l’economia locale

Cresce il numero di imprese straniere, ma cala quello delle aziende bresciane. Un quadro in continua evoluzione

Stranieri

Il territorio bresciano sta vivendo un cambiamento significativo nel panorama economico, con una crescente presenza di imprenditori immigrati che stanno giocando un ruolo cruciale nel ridefinire il volto della città. Con oltre 16.000 aziende gestite da immigrati, Brescia si conferma l’ottava provincia italiana per numero di imprenditori stranieri, un trend in forte crescita che segna un cambiamento radicale nelle dinamiche economiche locali.

Secondo un rapporto della Fondazione Leone Moressa, che ha analizzato i dati provenienti dalla Camera di Commercio di Venezia e Rovigo, Brescia si trova tra i principali poli attrattivi per gli imprenditori immigrati in Lombardia. Con una crescita del 9,6% delle imprese straniere negli ultimi dieci anni, Brescia si colloca al secondo posto in Lombardia, dopo Milano, come territorio di intraprendenza e innovazione per gli imprenditori provenienti dall’estero.

L’evoluzione del mercato bresciano

Il fenomeno è visibile ogni giorno nelle strade di Brescia, dove ristoranti, negozi di abbigliamento, parrucchieri, estetisti e centri benessere sono gestiti da immigrati, così come imprese edili che segnano una delle voci più rilevanti dell’economia locale. La Lombardia, in particolare, con i suoi 174.000 imprenditori immigrati (il 13% del totale nazionale), rappresenta il primo polo per imprenditoria straniera in Italia, con una crescita del 32,5% negli ultimi 10 anni.

Nonostante Milano detenga il primato per numero di imprese straniere, Brescia si distingue tra i capoluoghi di medie dimensioni, dove risulta essere al primo posto. Questo testimonia non solo l’attrattiva del territorio bresciano ma anche la sua capacità di integrarsi con le dinamiche multiculturali che caratterizzano il tessuto imprenditoriale del paese.

Un contrasto con il calo delle imprese bresciane

Tuttavia, il rapporto della Fondazione Moressa presenta anche un aspetto preoccupante. Se da una parte le imprese straniere crescono, dall’altra quelle bresciane sono in calo: in dieci anni, le imprese locali sono diminuite del 6,6%, mentre quelle straniere sono aumentate del 9,6%. Un trend che riflette un quadro complesso, dove il sistema imprenditoriale bresciano riesce a crescere solo grazie all’afflusso di investimenti esteri.

Il confronto tra il 2014 e il 2024 evidenzia la tendenza di un calo degli imprenditori italiani (-5,7%) e un forte incremento degli imprenditori stranieri (+24,4%). Un altro dato interessante riguarda la popolazione imprenditoriale: se tra i nati in Italia gli imprenditori rappresentano il 12,6%, tra gli immigrati si arriva al 33,4% per la Cina e oltre il 19% per Bangladesh ed Egitto.

Le differenze tra le nazionalità e i settori più dinamici

Le imprenditrici straniere in Italia provengono principalmente dalla Cina e dalla Romania, con un forte impegno anche da parte delle donne provenienti da Paesi come Russia e Cuba, dove la componente femminile è particolarmente numerosa nell’imprenditoria.

Per quanto riguarda i settori, il commercio continua a dominare, con il 29% degli imprenditori stranieri operanti in questo campo, seguito dai servizi (25,2%) e dall’agricoltura, che, seppur con numeri più bassi, ha visto un aumento significativo (+56,1%) negli ultimi dieci anni.

Il futuro: immigrazione come risorsa per l’economia italiana

Nonostante le sfide, la crescita del numero di imprenditori immigrati potrebbe rappresentare una risorsa strategica per il futuro. La crescente diversificazione del mercato e l’introduzione di nuove pratiche commerciali e industriali da parte degli imprenditori stranieri potrebbero offrire nuove opportunità per il sistema economico e per il lavoro in Italia, come già evidenziato da istituzioni e sindacati che riconoscono nell’immigrazione un’importante “ancora di salvezza” per l’equilibrio sociale e previdenziale del paese.

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