Battagliola chiede le dimissioni di Singh: “venuto meno il rapporto di fiducia”

Il capogruppo di Brescia Civica prende le distanze dal consigliere Balwinder Singh, indagato per presunti maltrattamenti familiari. Ultimatum: dimissioni o espulsione dal gruppo consiliare.

Il consigliere comunale Balwinder Singh, coinvolto in un’inchiesta per presunti maltrattamenti nei confronti delle figlie, è al centro di una bufera politica in Loggia. Il capogruppo di Brescia Civica, Massimiliano Battagliola, ha ufficialmente chiesto le dimissioni del collega, dichiarando la fine del rapporto di fiducia e paventando l’espulsione dal gruppo consiliare.

L’inchiesta e le accuse

Singh, 49 anni, è indagato insieme alla moglie per maltrattamenti nei confronti delle figlie minori. A entrambi è stato imposto il divieto di avvicinamento e applicato il braccialetto elettronico su disposizione del Gip, che ha accolto le richieste della Procura. Le accuse, definite “gravissime” da Battagliola, provengono direttamente dalle figlie della coppia, un elemento che aggrava ulteriormente il quadro.

La posizione di Brescia Civica

In una nota diffusa alla stampa, Battagliola ha espresso delusione per l’assenza di comunicazioni da parte di Singh, affermando di aver appreso la notizia soltanto dai giornali, e con notevole ritardo. Questo ha rappresentato, secondo il capogruppo, un vulnus insanabile nel rapporto di fiducia necessario per lavorare insieme in Consiglio.

“Sono venuti meno tutti i presupposti per una prosecuzione dell’attività politica comune”, si legge nel comunicato, in cui Battagliola ribadisce che l’espulsione di Singh dal gruppo sarà inevitabile se non arriveranno le dimissioni in tempi brevi. La questione etica è al centro della decisione: i fatti contestati sono in netta contraddizione con i valori espressi nella carta etica del gruppo, allegata al programma elettorale.

Un caso senza precedenti in Loggia

Battagliola ha sottolineato che il regolamento comunale non è abituato a simili circostanze, ma ha precisato che, indipendentemente dalle norme, l’incompatibilità morale e politica è evidente. Anche il suo ruolo nella commissione pari opportunità contribuisce a rendere la permanenza di Singh nel gruppo “inaccettabile”.

Le alternative per Singh

Ora Singh ha due possibilità: presentarsi in Loggia e rassegnare le dimissioni, oppure restare nel Consiglio come componente del gruppo misto, che attualmente non ha altri membri. Tuttavia, la pressione bipartisan da parte di tutte le forze politiche è forte: la richiesta di dimissioni è condivisa da più schieramenti.rescia, dimissioni singh

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