Balwinder Singh ha ufficialmente rassegnato le dimissioni da consigliere comunale della lista di centrodestra Brescia Civica. La decisione, maturata nei giorni scorsi sotto la crescente pressione politica e istituzionale, arriva dopo il coinvolgimento dell’ex consigliere e della moglie in una grave inchiesta per maltrattamenti in famiglia. Entrambi sono attualmente sottoposti a divieto di avvicinamento alle figlie, presunte vittime delle violenze.
La misura cautelare prevede anche l’uso di un braccialetto elettronico, destinato a segnalare eventuali violazioni del divieto, ma il dispositivo non è stato ancora applicato per mancanza di disponibilità materiale da parte dell’autorità giudiziaria. Il provvedimento è stato disposto tra il 20 e il 21 marzo.
La situazione familiare è particolarmente delicata. Una delle due figlie si è allontanata dalla casa familiare grazie all’intervento di un centro antiviolenza e attualmente convive con il fidanzato. La seconda è stata collocata in una comunità il 26 marzo.
Le pressioni politiche per le dimissioni di Singh sono state intense e trasversali. Colleghi della stessa lista, Brescia Civica, hanno insistito con forza affinché l’ex consigliere lasciasse il suo incarico. Tra i più attivi c’è stato Fabio Rolfi, ex candidato sindaco e figura di riferimento del centrodestra cittadino. Anche la sindaca Laura Castelletti, insieme a gran parte del Consiglio comunale, ha fatto sentire la propria voce, in un coro bipartisan che ha sollecitato un passo indietro immediato.
In un primo momento Singh aveva mostrato resistenza, restando in silenzio di fronte alle richieste e lasciando intendere di voler rimanere al suo posto. Oggi, invece, è arrivata la notizia ufficiale delle sue dimissioni, comunicate alla presenza di un collega di lista.
Il quadro giudiziario è complesso e grave. Singh e la moglie sono accusati di maltrattamenti ai danni delle figlie, ma a preoccupare ulteriormente è la posizione del figlio, attualmente in carcere con l’accusa di violenza sessuale su una delle sorelle. Un contesto familiare che ha portato le autorità ad adottare misure di protezione immediate per le presunte vittime e ad avviare un’indagine approfondita.