A Brescia si torna a parlare con forza di un museo di arte moderna e contemporanea, un’idea che da decenni serpeggia tra ipotesi, progetti sfumati e desideri mai concretizzati. Ma qualcosa sembra ora muoversi davvero, grazie a una proposta che tiene insieme memoria industriale, architettura contemporanea e rigenerazione urbana: quella dell’architetto Piero Cadeo, che immagina una nuova struttura accanto al gasometro dismesso di Brescia 2.
Un nuovo museo accanto al simbolo dimenticato
Il gasometro, ex deposito del gas ormai inutilizzato, è da anni al centro di proposte di riqualificazione. È stato anche evocato come monumento alle vittime del Covid, ma l’idea è rimasta senza seguito. Cadeo propone invece di non modificare l’edificio storico, bensì di costruirgli accanto una sorta di “torre gemella”, con la stessa struttura a dodici facce ma in chiave contemporanea. Una forma speculare, capace di valorizzare il passato rafforzandolo con un nuovo significato architettonico e culturale.
Spazi versatili, arte e rigenerazione urbana
Il nuovo museo sorgerebbe nell’area verde adiacente al parco Tarello, con l’intento di trasformare una zona marginale in un nuovo polo culturale. Il progetto prevede un edificio alto 50 metri, con sei piani da circa 450 metri quadrati l’uno e un piano doppio pensato per esposizioni specialistiche. L’interno a pianta libera permetterebbe una flessibilità totale nella disposizione delle opere e degli spazi.
L’intervento avrebbe anche una forte valenza urbanistica, diventando un punto di riferimento per ricucire il quartiere di Brescia 2 con il centro cittadino, anche in vista della realizzazione della nuova sede di A2A e della riqualificazione dell’area retrostante la stazione ferroviaria.
Un’idea visionaria ma concreta
Cadeo, già autore della proposta per l’ascensore al Castello poi realizzata, definisce il progetto “visionario ma appropriato”. Il nuovo edificio, pur moderno, manterrebbe un legame estetico e simbolico con il gasometro esistente, trasformandosi in un contenitore culturale iconico, perfettamente inserito nel paesaggio urbano e versatile per mostre, eventi e iniziative artistiche.
La piazza antistante, oggi degradata, verrebbe trasformata in uno spazio vivo e fruibile, con chioschi, percorsi pedonali immersi nel verde e collegamenti diretti verso via Malta, la metropolitana e i principali assi direzionali del quartiere.
Cultura come leva per ridisegnare la città
Come già fatto a ovest della città con il teatro Borsoni, anche a sud si punta a usare la cultura come strumento di trasformazione urbana. Un museo al gasometro — o meglio, accanto a esso — potrebbe davvero diventare il simbolo di un quartiere in cerca di identità, oltre che una nuova attrazione per Brescia e il suo territorio.
Photo Credits: William De Biasi