I redditi dei contribuenti bresciani hanno registrato una crescita a doppia cifra nel 2023, secondo i dati ufficiali pubblicati dal Ministero dell’Economia e delle Finanze sulle dichiarazioni presentate nel 2024. L’incremento rispetto all’anno precedente è stato del 12,04%, con il reddito medio lordo che è salito da 21.520 euro a 24.110 euro. Un balzo significativo, che però non basta a colmare il divario con la media regionale della Lombardia, ferma a 29.120 euro, né con quella nazionale, che si attesta a 24.830 euro.
L’analisi territoriale evidenzia forti disparità all’interno della provincia, con i Comuni affacciati sul Lago di Garda a dominare la classifica dei più “ricchi”. In testa troviamo Padenghe sul Garda con un reddito medio di 34.933 euro, seguita da Soiano del Lago (32.339 euro) e Gardone Riviera (30.369 euro). All’estremo opposto si collocano Magasa (16.576 euro), Tignale (16.707 euro) e Lozio (17.540 euro).
Solo un quarto dei Comuni sopra la media provinciale
Su un totale di 205 Comuni bresciani, solo 51 superano la soglia media provinciale di 24.110 euro, segno che l’incremento percentuale registrato a livello generale non si traduce in una distribuzione uniforme della ricchezza. In molti territori, soprattutto montani o periferici, i redditi restano stagnanti o addirittura in calo.
Tra i Comuni più virtuosi dopo i “big” del Garda spiccano Cellatica (29.826 euro), Collebeato (oltre 28.000 euro), Salò, Desenzano, Sulzano, Monticelli Brusati e Polpenazze, tutti con un reddito superiore ai 27.000 euro. Anche Ponte di Legno, in alta Valle Camonica, si colloca in buona posizione, undicesimo con oltre 27.000 euro.
Il capoluogo e i centri principali
Brescia città si piazza al tredicesimo posto provinciale, con un reddito medio lordo di 26.790 euro e un imponibile complessivo di circa 4 miliardi di euro, pari a quasi un quinto del totale dichiarato in provincia (22,69 miliardi). Tra gli altri centri principali:
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Gussago è 17esimo (26.442 euro)
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Lumezzane è 35esimo (24.692 euro)
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Rezzato è 37esimo (24.563 euro)
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Lonato del Garda si attesta a 24.087 euro (53esimo), poco sopra Palazzolo sull’Oglio (23.996 euro)
Comuni in crescita e in calo
Nonostante il dato complessivo positivo, non mancano i Comuni in flessione. Sale Marasino segna la peggiore performance con un calo del 7%, seguito da Zone (-3,22%) e Magasa (-3,12%). Padenghe, pur restando in testa, ha registrato un lieve arretramento dello 0,31%, così come Gardone Riviera (-2,07%) e Ponte di Legno (-0,57%).
In controtendenza, quattro Comuni hanno fatto registrare una crescita a doppia cifra:
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Acquafredda: +11,67% (22.741 euro)
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Irma: +10,6%
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Valvestino: +10,47%
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Vezza d’Oglio: +10,12%
Il quadro nazionale
A livello nazionale, sono stati oltre 42,5 milioni i contribuenti ad aver assolto l’obbligo dichiarativo per l’anno fiscale 2023. Di questi, 24,5 milioni hanno utilizzato il modello 730, con un incremento di 725mila unità rispetto al 2022. Il reddito complessivo totale dichiarato è stato pari a 1.027,7 miliardi di euro, in aumento del 5,9%, per un reddito medio nazionale di 24.830 euro (+5%).
La Lombardia si conferma la regione più “ricca” d’Italia, seguita dalla Provincia autonoma di Bolzano (28.780 euro), mentre la Calabria chiude la classifica con un reddito medio di 18.230 euro.