A meno di due anni dalla vetta del Manaslu (8.163 metri), Emiliano Boldi ed Enrico Zappa sono tornati in Nepal per tentare un’altra grande impresa himalayana: la scalata al Makalu, 8.462 metri, quinta montagna più alta del pianeta. Il primo, 54 anni, è originario di Ospitaletto; il secondo, 51enne, proviene dalla Val Trompia. Con determinazione e spirito di squadra, sono sbarcati a Kathmandu con un nuovo obiettivo: raggiungere una cima tra le più difficili dell’intero arco himalayano, situata tra Nepal e Tibet, non lontano dall’Everest.
Dopo l’arrivo nella capitale nepalese e una prima fase di ambientamento, il team ha intrapreso un lungo trasferimento verso la base della montagna, affrontando condizioni meteo avverse tra pioggia, fango e freddo intenso. Un viaggio durato due giorni in jeep ha portato gli alpinisti a quota 3.600 metri, poi risaliti a 4.500 sotto una nevicata continua, fino a raggiungere i 4.800 metri del campo base basso, da dove ha avuto inizio l’acclimatamento.
Nel giorno di Pasqua, dopo una notte trascorsa al campo base alto a 5.700 metri, Boldi e Zappa hanno scelto di concedersi una giornata di riposo, strategica per affrontare le successive tappe verso la vetta. Nonostante il freddo, l’aria rarefatta e i disagi logistici – come il riscaldamento alimentato da sterco di yak e le comunicazioni rese difficili dalle condizioni ambientali – il morale del gruppo resta elevato. Con i due bresciani ci sono anche un alpinista tedesco, un indiano, due svizzeri e una squadra di sherpa locali.
“Siamo consapevoli dei rischi, ma crediamo nella nostra preparazione”, hanno dichiarato. “Affronteremo ogni ostacolo con la giusta mentalità, in attesa di trovare la finestra di tempo ideale per l’attacco finale”. Il Makalu è noto per la sua imponenza e per la difficoltà tecnica della parte sommitale, caratterizzata da creste esposte e pareti ghiacciate, che richiedono un’ottima condizione fisica e mentale.
Boldi e Zappa non sono nuovi a imprese del genere. La loro ultima conquista, il Manaslu, risale al settembre 2022. In quell’occasione, riuscirono a raggiungere la vetta in condizioni ambientali tutt’altro che favorevoli, dimostrando resistenza e sangue freddo. Ora puntano a entrare nuovamente nella storia con la vetta del Makalu, affermando la propria presenza tra gli alpinisti italiani più attivi sul fronte degli ottomila.
I prossimi giorni saranno decisivi, con il team impegnato a consolidare l’adattamento all’alta quota e a individuare il momento più favorevole per il tentativo definitivo. Per ora, nessuna data ufficiale per l’attacco alla cima, ma solo una convinzione condivisa: “Vogliamo concludere in gloria anche questa impresa”.