Brescia torna sopra i 200mila residenti dopo 40 anni

L’Istat registra un incremento demografico che segna un’inversione di tendenza per il capoluogo lombardo

Brescia ha superato nuovamente la soglia dei 200mila residenti, traguardo che non si toccava dal 1985. A certificarlo è l’ultimo bilancio demografico mensile diffuso dall’Istat, secondo il quale al 31 gennaio 2025 la popolazione cittadina ha raggiunto quota 200.104, in crescita rispetto ai 199.949 abitanti registrati al 31 dicembre 2024.

L’incremento è attribuito principalmente al saldo migratorio, con un lieve guadagno dalle migrazioni interne (+74) e un aumento più significativo da quelle con l’estero (+191). Il saldo naturale, invece, rimane negativo, con 96 nati e 206 decessi nel solo mese di gennaio, a conferma di un trend demografico discendente ormai consolidato in tutta la provincia.

Questa “riconquista” simbolica rappresenta il frutto di un processo lungo e complesso, che ha visto Brescia passare attraverso fasi alterne di crescita e contrazione demografica. Nel secondo dopoguerra, la città ha vissuto una rapida espansione: dai 140mila abitanti del 1950 si è arrivati a superare i 215mila nel 1975, durante gli anni del boom economico. L’urbanizzazione e lo sviluppo industriale avevano allora concentrato nel capoluogo servizi, opportunità lavorative e strutture essenziali.

Dagli anni Ottanta è iniziata una fase di declino demografico, legata a diversi fattori: la denatalità, il trasferimento verso i comuni limitrofi e la progressiva decentralizzazione dei servizi. Il punto più basso è stato raggiunto nel 2001, con poco più di 187mila residenti.

Negli ultimi vent’anni, la crisi della natalità si è ulteriormente aggravata: in tutta la provincia si è passati da oltre 13mila nascite annue a meno di 9mila, mentre calano anche i matrimoni e cresce l’incertezza economica. Il costo della vita, la precarietà occupazionale e le difficoltà abitative scoraggiano le giovani coppie, contribuendo al progressivo invecchiamento della popolazione.

A compensare questo squilibrio, tuttavia, è stato l’arrivo di cittadini stranieri, che oggi rappresentano una componente strutturale del tessuto urbano bresciano. La loro presenza ha influito in maniera determinante nell’inversione della tendenza demografica, sostenendo la crescita dei residenti e contribuendo alla diversificazione sociale ed economica della città.

Nel frattempo, Brescia è cambiata profondamente. Le due università hanno ampliato la propria offerta formativa e attratto studenti da altre regioni e Paesi, le periferie si sono evolute, e l’introduzione della metropolitana ha migliorato la mobilità urbana. Nonostante le difficoltà ancora presenti – dalla carenza di servizi alla pressione immobiliare – il capoluogo lombardo continua ad attrarre nuovi abitanti, segno della sua vitalità economica e sociale.

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