È stato pubblicato dal Comune di Brescia l’avviso per la nuova assegnazione degli alloggi del Servizio Abitativo Pubblico (SAP), ex ERP a canone sociale. Il bando sarà attivo dalle ore 9 di mercoledì 7 maggio fino alle 12 di venerdì 6 giugno 2025, e prevede la disponibilità di 52 unità abitative, di cui 40 appartenenti al Comune e 12 gestite da Aler Brescia-Cremona-Mantova.
Come presentare la domanda
La richiesta potrà essere presentata esclusivamente online sulla piattaforma di Regione Lombardia dedicata ai servizi abitativi. È necessario l’accesso tramite SPID, CIE o TS-CNS, strumenti digitali che garantiscono l’identità del richiedente. Per chi non ha accesso a Internet, sportelli dedicati saranno attivi presso il Comune di Brescia, Aler e il Comune di Collebeato, su appuntamento.
Anche alcune associazioni di inquilini convenzionate con Regione Lombardia offriranno supporto, gratuito per gli iscritti o a pagamento per i non iscritti.
Chi può partecipare al bando
Per poter accedere alla graduatoria, i candidati devono risiedere o lavorare nei Comuni di Brescia o Collebeato e presentare un ISEE valido inferiore a 16.000 euro, come previsto dalla legge regionale 16/2016 e dal regolamento 4/2017. È inoltre richiesta una marca da bollo da 16 euro, oppure il pagamento online con carta di credito.
Durante la compilazione è possibile indicare fino a due alloggi di interesse, anche appartenenti a diversi enti. Se le unità scelte non fossero disponibili al momento dell’assegnazione, l’ente potrà proporre un’abitazione alternativa nella stessa area o in zone limitrofe.
I criteri di assegnazione e le graduatorie
Le graduatorie saranno distinte per ente proprietario, ma la stessa domanda potrà essere valutata da più enti se gli alloggi selezionati appartengono a gestori diversi. L’assegnazione avverrà secondo il punteggio ISBAR (Indicatore dello Stato di Bisogno Abitativo Regionale), che tiene conto di fattori economici, familiari e abitativi.
Il 40% degli alloggi comunali sarà riservato ai nuclei più fragili, con ISEE inferiore a 3.000 euro. L’obiettivo è promuovere l’integrazione sociale, bilanciando nei vari stabili le situazioni anagrafiche, economiche e culturali dei beneficiari.
Critiche alla carenza di alloggi disponibili
Nonostante l’apertura del bando, i numeri parlano chiaro: solo una famiglia su 20 otterrà un alloggio, come sottolinea l’associazione Diritti per tutti, che evidenzia l’enorme squilibrio tra la domanda e l’offerta abitativa.
Secondo l’associazione, solo 3 alloggi sui 52 disponibili possono ospitare famiglie numerose (6 persone), 2 ne possono accogliere 5 e solo 9 sono adatti a nuclei da 4 componenti. La maggior parte, ben 38 abitazioni, è destinata a nuclei piccoli, di massimo tre persone. Una situazione che non rispecchia le esigenze di molti cittadini in difficoltà.
Il mercato privato è sempre meno accessibile, con affitti brevi turistici in aumento e pochi appartamenti disponibili a prezzi sostenibili. Le famiglie con un solo reddito fisso, quelle con bambini e i nuclei con background migratorio sono i più colpiti, secondo l’associazione, che chiede un rilancio urgente dell’edilizia pubblica e il recupero degli immobili sfitti.