Giovane operaio muore in cantiere a Milano: volo di 12 metri fatale a 24 anni

Endrit Ademi, originario del Kosovo e residente a Rovato, è precipitato da un'altezza di 12 metri mentre lavorava: indagini in corso sulla sicurezza del trabattello

Un tragico incidente sul lavoro ha spezzato la vita di Endrit Ademi, 24 anni, operaio edile di origine kosovara, precipitato dal terzo piano di un cantiere a Milano. Il giovane, residente a Rovato dal 2021, lavorava per la ditta Morina srl di Castrezzato. La tragedia si è consumata in via Edoardo Bassini, nel quartiere Lambrate, mentre si trovava su un trabattello che, secondo le prime ricostruzioni, era dotato di una protezione inferiore a un metro.

Poco prima delle 10 di mattina, il ragazzo avrebbe perso l’equilibrio, cadendo all’indietro e superando la fragile barriera. La caduta, da un’altezza stimata di almeno 12 metri, è stata fatale. I colleghi hanno subito allertato i soccorsi, ma i sanitari del 118 non hanno potuto fare nulla per salvarlo. Sul posto sono intervenuti anche i tecnici del servizio Psal dell’Ats, i Vigili del Fuoco, la Polizia Locale e i Carabinieri, per ricostruire la dinamica dell’incidente.

La Procura di Milano ha aperto un’inchiesta, affidata alla pm Maria Cristina Ria, per accertare eventuali responsabilità. È stata disposta l’autopsia sulla salma del giovane operaio, con l’obiettivo di chiarire se vi siano state negligenze nelle misure di sicurezza. Al momento l’attenzione si concentra sulla stabilità e conformità del trabattello utilizzato durante le operazioni.

Endrit lascia nel dolore i genitori e un fratello, residente in Austria. La sua morte è la seconda registrata sul lavoro in Lombardia in poche ore, dopo quella di Roberto Vitale, 60 anni, deceduto a Carpiano, sempre nel Milanese.

“È una strage continua”, ha dichiarato Vincenzo Greco della segreteria Cgil di Milano, intervenendo duramente sul tema della sicurezza. Greco denuncia la carenza di ispettori del lavoro, appena 20 su tutto il territorio milanese, e chiede un cambio radicale nella cultura della prevenzione, oltre a un maggiore impegno da parte delle istituzioni e delle imprese. Il sindacalista ha sottolineato che in Italia più di tre lavoratori muoiono ogni giorno, mentre ogni minuto si registra un ferito sul lavoro.

Il caso di Endrit Ademi riporta drammaticamente al centro dell’attenzione l’urgenza di rafforzare i controlli, le tutele e la formazione nei cantieri, affinché tragedie simili non si ripetano.

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