Assolto in appello il 40enne accusato di violenze: ora si indaga sull’ex moglie per falsa testimonianza

La Corte di Brescia conferma l’assoluzione dell’uomo e trasmette gli atti in Procura: possibile accusa per l’ex moglie e il nuovo compagno

Nuovo colpo di scena nel processo che vedeva imputato un cittadino bengalese di 40 anni, accusato di maltrattamenti e violenza sessuale nei confronti della moglie. La Corte d’Appello di Brescia ha confermato la sentenza di primo grado, che aveva assolto l’uomo “perché il fatto non sussiste”, ma ha aggiunto un elemento destinato ad aprire un nuovo fronte giudiziario.

I giudici hanno infatti trasmesso gli atti alla Procura, affinché venga valutata la veridicità delle dichiarazioni rese in tribunale dall’ex moglie e dal suo attuale compagno, un finanziere originario della Puglia. La procura dovrà ora stabilire se esistano gli estremi per un’accusa di falsa testimonianza, ipotesi che potrebbe ribaltare ulteriormente l’intera vicenda processuale.

Il procedimento, sin dalle sue fasi iniziali, era apparso delicato, trattando temi gravi come la violenza domestica e le aggressioni sessuali in ambito familiare. Tuttavia, sia in primo grado che in appello, i giudici non hanno trovato riscontri sufficienti a sostenere l’impianto accusatorio, determinando l’assoluzione piena dell’imputato.

“È inutile piangere i femminicidi se le donne non vengono credute e gli uomini giustificati”, ha dichiarato Valentina Guerrisi, avvocata della donna, fuori dall’aula al termine dell’udienza del 12 maggio. Un commento che sottolinea il clima teso e il dibattito aperto intorno alla credibilità delle vittime nei processi per violenza di genere, soprattutto in un contesto giudiziario che ora rischia di trasformare l’accusatrice in imputata.

La Corte si riserva di depositare le motivazioni della sentenza nelle prossime settimane, che saranno fondamentali per comprendere le ragioni che hanno portato non solo alla conferma dell’assoluzione, ma anche alla trasmissione degli atti alla Procura, una mossa che, nel diritto processuale, implica il sospetto di dichiarazioni potenzialmente mendaci o contraddittorie.

La vicenda apre una riflessione più ampia sul rapporto tra giustizia e testimonianze nei casi di presunta violenza, dove le versioni delle parti sono spesso il fulcro del processo. Mentre l’uomo è stato definitivamente scagionato, si apre ora un nuovo scenario giudiziario che potrebbe vedere l’ex moglie indagata per aver reso dichiarazioni non veritiere sotto giuramento.

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