Brescia si colloca tra le dieci città italiane dove il costo della vita è aumentato di più nel 2025, condividendo il nono posto con Bergamo in una classifica elaborata dall’Unione Nazionale Consumatori sulla base dei più recenti dati Istat. L’inflazione annua registrata è del +2%, che si traduce in una spesa aggiuntiva di 634 euro all’anno per una famiglia media.
Il quadro nazionale: Bolzano e Imperia in cima alla classifica
A guidare la graduatoria nazionale c’è Bolzano, dove il +2% di inflazione implica 796 euro in più a famiglia. Subito dopo si posiziona Imperia con +788 euro e Como, che completa il podio con un rincaro di 725 euro. Altri centri con aumenti significativi sono Belluno (+704 euro), Siracusa (+695 euro), Padova (+689 euro), Rimini (+661 euro) e Genova (+655 euro).
Sul fronte opposto, tra le città più “virtuose”, si segnalano Catanzaro con un’inflazione dell’1,1% e un impatto da soli 214 euro annui, seguita da Sassari e Parma, dove l’inflazione è ferma allo 0,9%, la più bassa d’Italia, pari a 248 euro annui.
Le cause dell’aumento a Brescia
Nel dettaglio dei rincari, a Brescia pesano in particolare i costi dell’energia, con un balzo del +31,2% per gli energetici regolamentati, ossia energia elettrica e gas di rete per uso domestico. Si tratta del segmento più impattante per le famiglie, specie in un periodo in cui i consumi domestici restano elevati.
Altri aumenti significativi sono:
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Beni regolamentati, come i farmaci: +8,8%
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Alimentari non lavorati: +6,9%
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Servizi non regolamentati: +3,8%
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Beni alimentari e tabacchi: +3,4%
Una dinamica che interessa prodotti di largo consumo e servizi essenziali, amplificando le difficoltà economiche per molte famiglie, soprattutto in contesti dove il reddito disponibile non cresce al pari dell’inflazione.
Nord Est e Trentino Alto Adige in testa tra le regioni
A livello regionale, la crescita del costo della vita è trainata dal Nord Est, con il Trentino Alto Adige in cima (+680 euro a famiglia), seguito da Liguria e Veneto. Il fenomeno, dunque, si concentra principalmente nelle aree economicamente più sviluppate, ma anche più esposte alle variazioni dei costi energetici e dei beni regolamentati.