Brescia, vandalizzato il cimitero San Francesco di Paola: scritte no vax firmate “ViVi”

Imbrattati anche i muri della sede delle Poste: la sindaca Castelletti condanna il gesto e promette tolleranza zero

Nuovo atto vandalico a Brescia, dove nella notte tra il 18 e il 19 maggio sono comparse scritte no vax sui muri esterni del cimitero San Francesco di Paola, in via Gussago. Le frasi, vergate con vernice rossa, inneggiano alla presunta correlazione tra vaccini e morti infantili, riproponendo lo stile già noto del gruppo “ViVi”, autore di precedenti imbrattamenti in città.

Il gruppo aveva già colpito la sede dell’Ordine delle professioni infermieristiche, la scuola Tiboni a Urago Mella, il Provveditorato agli studi e altre strutture pubbliche, utilizzando sempre lo stesso linguaggio e simbologia, con messaggi complottisti e di matrice anti-vaccinista.

Anche la sede delle Poste Italiane di via Allegri, nel quartiere San Polo, situata a circa 300 metri dal cimitero, è stata presa di mira con identiche scritte e vernice, confermando una strategia di azione mirata e coordinata. La Polizia di Stato ha avviato le indagini, con il supporto delle immagini raccolte dalle telecamere di videosorveglianza presenti nella zona.

Durissima la reazione della sindaca Laura Castelletti, che ha definito l’episodio “un gesto grave, offensivo e profondamente vile”, sottolineando che colpire un luogo di memoria come un cimitero rappresenta un affronto all’intera comunità:

“È uno sfregio non solo materiale, ma simbolico. Un oltraggio alla dignità dei defunti e al dolore dei familiari. La libertà di parola non è un alibi per l’odio, né per l’istigazione a delinquere.”

La sindaca ha inoltre annunciato che sono già in corso gli interventi per il ripristino delle strutture danneggiate, e che l’amministrazione è impegnata anche sul fronte informatico per contrastare il fenomeno dell’odio organizzato sui social, spesso collegato a queste azioni.

“Chi danneggia e semina paura non resterà impunito. Brescia risponde con fermezza, legalità e coesione civile,” ha ribadito Castelletti, ringraziando le forze dell’ordine per il rapido intervento.

Secondo le autorità, gli atti vandalici potrebbero essere parte di una strategia intimidatoria rivolta contro le istituzioni e i professionisti della sanità, che già da mesi sono bersaglio di campagne denigratorie online. La modalità d’azione – vernice rossa, slogan ricorrenti, firme riconoscibili – indica una matrice riconducibile allo stesso gruppo.

Le forze dell’ordine invitano i cittadini a segnalare tempestivamente comportamenti sospetti, ricordando che l’attacco al patrimonio pubblico è anche un attacco alla convivenza civile e al senso di comunità. Le indagini proseguono con l’obiettivo di identificare i responsabili e valutare eventuali reati di tipo associativo.

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