Sabato 31 maggio è calata la saracinesca su una delle botteghe più amate di Brescia. Mario Carè, classe 1948, e la moglie Marilisa Macetti hanno salutato clienti e amici chiudendo ufficialmente la storica macelleria di via Diaz, dopo 55 anni di attività ininterrotta. Un traguardo che sa di trincea e passione, celebrato non con carni e arrosti ma con fiori, tartine e l’immancabile salame buono della casa.
Il clima nel negozio al civico 96 era di festa e malinconia. Tanti clienti hanno fatto la fila per brindare e salutare la coppia, tra abbracci, lacrime e parole di affetto. “Disperati” è stato il termine più ricorrente tra gli avventori, a testimonianza del legame costruito nel tempo. Una bottega che non era solo commercio, ma un punto di riferimento umano e sociale per il quartiere e oltre.
Mario ha iniziato da garzone giovanissimo, poi nel 1970 ha aperto con Marilisa il primo negozio a Borgo Trento. Dopo alcuni spostamenti, dal 1982 la sede fissa è stata in via Diaz, dove per oltre 40 anni ha accolto generazioni di clienti. Tra mucca pazza e pandemia, la coppia non ha mai mollato, reinventandosi anche con piatti pronti, grazie al tocco creativo della signora Marilisa, sempre presente alla cassa.
Il loro segreto? Empatia, ascolto e dedizione. La macelleria era dotata di una panca dove ci si poteva sedere a “contarla su”, come si dice in dialetto. Un luogo dove la spesa era un’occasione per parlare, ricevere consigli, scambiare sorrisi. In molti arrivavano anche da altri quartieri pur di acquistare lì e scambiare due parole con Mario.
Ora è tempo di dedicarsi alla famiglia: cinque nipoti, viaggi a lungo desiderati, il mare con i figli a luglio (compatibilmente con la salute della mamma centenaria) e nuove mete già in programma come il Mar Rosso e il Messico. Un cambiamento meritato, ma che lascia un vuoto profondo nel tessuto commerciale e sociale della città.
Un’altra macelleria che chiude, un altro pezzo di memoria collettiva che se ne va. Quella saracinesca abbassata è simbolo di un tempo che cambia, di un commercio di prossimità sempre più raro, ma anche di un’eredità affettiva che resterà nel cuore di chi ha frequentato quel negozio per decenni.