Fumo a Brescia: 420mila fumatori e un impatto economico da 572 milioni l’anno

In provincia di Brescia, il fumo rappresenta non solo un rischio per la salute pubblica, ma anche un pesante fardello economico

In provincia di Brescia, il fumo rappresenta non solo un rischio per la salute pubblica, ma anche un pesante fardello economico. Secondo i dati raccolti da SWG per LILT in occasione della Giornata mondiale senza tabacco 2025, ogni anno vengono spesi 572 milioni di euro in prodotti da fumo. La cifra include non solo le sigarette tradizionali, ma anche un’ampia gamma di dispositivi digitali: sigarette elettroniche usa e getta, vaporizzatori, tabacco riscaldato. Il fenomeno è allarmante, soprattutto se si considera che riguarda il 39% dei maggiorenni bresciani, ovvero circa 420mila persone.

La fascia d’età compresa tra i 18 e i 34 anni mostra numeri preoccupanti: il 45% dei giovani bresciani fuma. Sebbene ci sia stato un calo di 8 punti rispetto al 2024, il fenomeno resta radicato. Le motivazioni dichiarate confermano una visione ancora positiva del fumo: piacere e rilassamento sono le principali ragioni. Le percezioni cambiano solo con l’età, quando subentrano consapevolezze come dipendenza, costi elevati e danni alla salute.

Se una volta la sigaretta rappresentava l’unico mezzo di consumo, oggi il panorama si è frammentato. Tra i dispositivi più utilizzati spiccano ancora le sigarette tradizionali (26%), seguite dal tabacco riscaldato (20%), dalle e-cig con nicotina (12%) e senza (9%), dalle versioni usa e getta (10%), e in misura minore da hookah/narghilè (4%) e snus (3%). Il 77% del campione ha provato almeno una modalità di fumo, e il 62% afferma di voler smettere.

La situazione bresciana è perfettamente in linea con il resto della Lombardia, dove fuma il 38% degli adulti. Ma ciò che sorprende di più è la distribuzione di genere: mentre cala il numero di uomini fumatori, aumenta quello delle donne. Un segnale che, secondo gli esperti, merita attenzione specifica nelle prossime campagne di prevenzione.

Nonostante l’alta percentuale di fumatori, l’atteggiamento dei cittadini verso le restrizioni sul fumo è sorprendentemente favorevole. L’83% si dice d’accordo con il divieto di fumo nei parchi gioco, l’87% nelle aree esterne degli ospedali, e l’82% alle fermate dei mezzi pubblici. Due bresciani su tre chiedono addirittura l’estensione del divieto a tutti gli spazi pubblici all’aperto, incluse le sigarette elettroniche.

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