Sirmione ha lanciato un nuovo strumento per fronteggiare l’eccesso di turisti che, soprattutto nei ponti e nei mesi estivi, manda in crisi la viabilità e la vivibilità della penisola: gli Street-Tutor. Il servizio, partito nel weekend del 2 giugno, rappresenta una risposta concreta all’overtourism che ha già dato prova della sua intensità durante il ponte del primo maggio, quando code chilometriche hanno paralizzato l’accesso al centro storico, sia in auto che a piedi.
Il nuovo progetto, mai adottato prima dal Comune, è stato annunciato dalla sindaca Luisa Lavelli durante l’ultimo Consiglio comunale e punta a rafforzare la presenza sul territorio di operatori specializzati, capaci di agire in sinergia con la Polizia locale e le Forze dell’ordine. L’obiettivo dichiarato è migliorare l’ordine pubblico, la sicurezza e il decoro, garantendo al contempo una migliore esperienza di visita per i turisti e una maggiore serenità per i residenti.
Gli Street-Tutor operano in squadre di quattro per turno, con orari flessibili adattati alle esigenze del momento. Indossano giubbotti fluorescenti per essere facilmente identificabili e sono stati reclutati attraverso la società Top Secret Investigazioni e Sicurezza, specializzata in servizi di vigilanza urbana. Secondo l’assessore alla sicurezza Massimo Padovan, questi operatori “affiancheranno le forze dell’ordine nel monitorare e prevenire le criticità, ponendo particolare attenzione al rispetto degli spazi pubblici e alle norme di convivenza civile.”
Il loro compito non è solo vigilare, ma anche educare. Gli Street-Tutor si occupano infatti di informare i visitatori sul corretto comportamento da tenere all’interno del borgo, invitando a rispettare i luoghi, le regole e gli altri. Un ruolo di mediazione che punta a costruire una cultura del rispetto, senza ricorrere immediatamente a sanzioni.
Sirmione, meta tra le più amate del Garda, attira ogni anno migliaia di visitatori, con un trend di crescita che per il 2025 potrebbe segnare un +10% di presenze, in particolare da parte di turisti stranieri. La conformazione urbana della penisola – fatta di vicoli stretti e con un unico punto di accesso – rende complessa la gestione dei flussi, soprattutto nei periodi di picco. Per ora le ipotesi di un numero chiuso o di una tassa d’ingresso restano in fase di valutazione, mentre l’Amministrazione comunale ha avviato un dialogo con le associazioni di categoria per definire misure condivise e sostenibili.
Nel frattempo, è stata promessa la convocazione di un Consiglio comunale aperto, con l’intenzione di coinvolgere anche la cittadinanza in un percorso di co-progettazione delle politiche turistiche. “Cominciamo dall’informazione per prevenire i problemi – ha dichiarato la sindaca Lavelli –. È il primo passo per tutelare la qualità dell’esperienza e la bellezza del nostro borgo. Aumentare la consapevolezza è fondamentale per migliorare la convivenza tra turisti e residenti.”