Crosetto: nessuna richiesta dagli USA per le basi in Italia, ma Aviano e Ghedi restano in fermento

Movimenti militari e lavori in corso nelle basi del Nord Italia, mentre si monitora la situazione tra Iran e Stati Uniti

Nonostante le crescenti tensioni internazionali legate all’Iran, l’Italia non ha ricevuto richieste operative dagli Stati Uniti per l’utilizzo delle basi militari presenti sul suo territorio. Lo ha confermato venerdì 21 giugno il ministro della Difesa Guido Crosetto, che ha precisato come al momento non siano previsti coinvolgimenti diretti né della base di Ghedi né di quella di Aviano, entrambe comunque situate a oltre 4.000 chilometri da Teheran.

Tuttavia, l’attività militare sul suolo italiano non è ferma. In particolare, la base di Aviano, sede americana in Friuli-Venezia Giulia, ha registrato un’intensa movimentazione aerea nel fine settimana tra il 15 e il 16 giugno. Secondo le segnalazioni degli osservatori militari, sono atterrati tre aerei cisterna KC-46, fondamentali per il rifornimento in volo, oltre a quattro cargo strategicitre C-17 Globemaster e un C-5 Galaxy — che avrebbero trasportato materiale non specificato. A questi si sono aggiunti sei caccia F-16, provenienti dalla base NATO di Spangdahlem, in Germania, che avrebbero fatto tappa ad Aviano, probabilmente in transito, ma con rotte ben visibili nei cieli italiani.

Nel frattempo, la base militare di Ghedi, nel Bresciano, si presenta come un grande cantiere in attività. Qui proseguono a ritmo accelerato i lavori per l’adeguamento infrastrutturale destinato ad accogliere i caccia F-35 italiani, che stanno sostituendo i Tornado in dotazione. Gli interventi, iniziati nel 2019, hanno subito un’accelerazione negli ultimi mesi, con tre nuovi appalti assegnati tra aprile e giugno 2025 con criterio di somma urgenza.

Fra i progetti più significativi vi è il completamento di 30 shelter per aerei, una palazzina direzionale, nuovi magazzini e un impianto carburante a scomparsa, appaltato nel 2020 per 6 milioni di euro. Nel solo 2025, si segnalano un appalto da 972 mila euro per l’ammodernamento di 22 ricoveri per aerei (18 aprile), un affidamento per materiale edile da 350 mila euro (5 giugno) e un intervento da 126 mila euro per impianti dati e telecomunicazioni (11 giugno).

Le immagini satellitari di Google Earth confermano quanto osservato sul campo: si notano cantieri attivi attorno a 30 hangarettes per F-35, un capannone in fase di completamento, terrapieni probabilmente eretti per ridurre la visibilità dall’esterno, nuovi basamenti e doppia recinzione attorno alla cosiddetta “zona ristretta”.

Tutti lavori pianificati da tempo, ma che ora procedono con rinnovata urgenza, in un contesto geopolitico internazionale instabile e imprevedibile. Nessuna richiesta diretta è stata formalizzata dagli USA, ma l’attività logistica e infrastrutturale nelle due principali basi del Nord Italia suggerisce una fase di attenta preparazione e rafforzamento, coerente con il clima di incertezza globale.

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