La polemica tra Omar Pedrini e la sindaca di Brescia, Laura Castelletti, si è accesa a seguito di un’intervista rilasciata dal cantautore al quotidiano Libero. Nell’intervento, Pedrini ha espresso forte delusione per la gestione culturale cittadina, definendola “stagnante e priva di ambizione”. La goccia che avrebbe fatto traboccare il vaso, a suo dire, è stata la mancata valorizzazione del 25° anniversario del Brescia Music Art, evento da lui ideato e diretto. “Anch’io sono stato messo in un angolo”, ha dichiarato, annunciando: “Non suonerò più nella mia città fino a quando Laura Castelletti sarà sindaca”.
La replica di Castelletti non si è fatta attendere. La prima cittadina ha dichiarato di aver appreso dai giornali dell’intenzione di Pedrini, sottolineando come non vi sia, da parte sua, alcun contenzioso con l’artista. “Capisco che tra rock e politica ci sia qualche decibel di differenza – ha affermato – ma io preferisco il dialogo agli assoli polemici. Il silenzio della sua chitarra è una perdita per tutti, non solo per me”.
Tra i punti critici sollevati da Pedrini, anche la gestione dell’iniziativa Bergamo Brescia Capitale Italiana della Cultura 2023, che ha definito un’occasione mancata. Castelletti ha rivendicato invece il lavoro svolto: “Mi dispiace che non si sia sentito valorizzato – ha spiegato –, ma chi ha seguito quell’anno sa quanto impegno ci abbiamo messo: 2.500 eventi, 238 rassegne, migliaia di artisti coinvolti. Abbiamo dato voce a tanti, non solo a pochi. È stata una maratona inclusiva, non una passerella”.
Pedrini ha parlato anche di un presunto “cerchio magico” attorno alla sindaca, che lo avrebbe attaccato sui social. Castelletti, con tono ironico ma fermo, ha risposto: “Lo rassicuro: non abbiamo né incantesimi né bacchette. Solo tanto lavoro per una città che vogliamo rendere sempre più viva e inclusiva, anche per artisti ‘rocker-contadini’ con l’anima buddista. Quando vorrà tornare, troverà la porta del Comune aperta. Perché Brescia è casa sua, anche se decide di prendersi una pausa”.