Maurizio Camossi, originario di Sarezzo, si è spento lasciando un vuoto profondo non solo nella sua comunità, ma anche nel cuore di chi ha avuto modo di conoscerlo attraverso la sua instancabile dedizione allo sport e al sociale. Affetto fin dall’infanzia da una grave malattia degenerativa che lo aveva costretto su una sedia a rotelle sin dall’età di tre anni, Camossi ha saputo trasformare una condizione di fragilità in un potente motore di ispirazione e inclusione.
Fondatore dell’associazione dilettantistica “Resto del Maury”, Camossi ha creato una realtà sportiva aperta e inclusiva, che oggi conta circa un centinaio di tesserati. La squadra di calcio a sei che porta il nome dell’associazione ha partecipato a più edizioni del Torneo notturno di Polpenazze, ma l’attività del sodalizio non si è mai limitata al calcio. Sotto la sua guida, l’associazione ha promosso anche discipline come pallavolo, sci, tennis, ciclismo, motocross e rally, coinvolgendo persone di ogni età e condizione.
Nel corso della sua vita, Camossi ha ricevuto importanti riconoscimenti per il suo impegno. Nel 2009 gli era stato conferito il premio “Aib” nell’ambito del prestigioso Premio Bulloni. Più recentemente, nel 2024, il Comune di Sarezzo lo aveva insignito del Faustino di bronzo, con una motivazione che ben riassume la sua figura: “per la sua instancabile attività, unita ad una forza di volontà invidiabile e ad un profondo desiderio di mettersi al servizio degli altri”.
La sua eredità resta viva nelle persone che ha ispirato, negli atleti che ha sostenuto e nell’associazione che continuerà a portare avanti la sua visione: quella di uno sport accessibile, partecipativo, capace di unire e dare valore a ogni individuo, al di là dei limiti fisici.