Musil e Comparto Milano, svolta decisiva: il Comune incassa 13 milioni per rilanciare l’area

Dopo anni di stallo e contenziosi, il Comune di Brescia sblocca le fideiussioni e rientra in possesso delle aree del cantiere. Si apre una nuova fase per il Museo dell’industria e del lavoro e per la rigenerazione urbana a sud-ovest della città

Brescia può finalmente voltare pagina sul lungo e travagliato iter del Comparto Milano e del Museo dell’industria e del lavoro (Musil). Grazie all’escussione delle fideiussioni bancarie e assicurative, per un importo complessivo di quasi 13 milioni di euro, il Comune ha ora le risorse per completare in via sostitutiva le opere previste, rilanciando uno dei progetti urbanistici e culturali più rilevanti della città.

La sindaca Laura Castelletti, il vicesindaco Federico Manzoni e l’assessora alla Rigenerazione urbana Michela Tiboni hanno annunciato il recupero di 12 milioni dalla Banca Popolare di Milano (Bpm) e l’imminente incasso di circa 1 milione dalla compagnia Coface, somme vincolate alla realizzazione delle opere di urbanizzazione del comparto, tra cui figura proprio il Musil.

“È un passaggio fondamentale che ci consente di aprire una nuova fase per il Comparto Milano”, ha dichiarato la sindaca, evidenziando come questa operazione si intrecci con altri progetti strategici, tra cui la bonifica del SIN Caffaro e il programma “Oltre la strada”, che prevede anche il nuovo teatro Borsoni, un consultorio e spazi di lettura pubblici.

Una lunga vicenda urbanistica e giudiziaria

Il progetto affonda le sue radici nel 2002, quando il Consiglio comunale approvò il Piano particolareggiato per l’area sud-ovest della città, assegnando a Basileus spa l’impegno a realizzare le opere di urbanizzazione. Tra queste, il Musil rappresentava un elemento centrale e strategico, previsto anche da uno specifico Accordo di Programma con Regione Lombardia e numerosi enti culturali.

Tuttavia, il cantiere ha vissuto lunghi periodi di stallo, culminati nel 2019 con l’affidamento dei lavori a un’ATI formata da Consorzio Integra e Ar.Co. Lavori, poi bloccati e oggetto di contenzioso. Un accertamento tecnico disposto dal Tribunale di Brescia nel 2021 aveva evidenziato che solo una parte minima delle opere era stata completata (per un valore stimato in 1,4 milioni).

L’accordo che sblocca tutto

Nel 2024, dopo anni di tensioni legali, si è giunti a un accordo transattivo, approvato dalla Giunta comunale l’11 giugno 2025. I punti principali dell’intesa:

  • escussione delle fideiussioni Bpm e Coface;

  • rinuncia di Basileus a crediti compensativi per circa 3,3 milioni;

  • restituzione al Comune dell’area cantiere Musil;

  • ritiro delle azioni legali da parte del Consorzio Integra;

  • rinuncia del Comune a rivalse su eventuali costi futuri.

L’accordo è divenuto operativo dopo l’approvazione del piano di risanamento di Basileus, permettendo di chiudere definitivamente il contenzioso e aprire alla riattivazione del progetto culturale e urbanistico.

Nuove prospettive per l’area

Con il ritorno in disponibilità dell’area e le risorse finalmente acquisite, il Comune punta ora a rilanciare il progetto del Musil e a riqualificare l’intero Comparto Milano, aggiornando le convenzioni urbanistiche e restituendo alla città spazi pubblici, servizi e nuova identità urbana.

Il Musil non sarà solo un museo, ma un polo culturale integrato, parte di un sistema più ampio di rigenerazione urbana, ambientale e sociale che coinvolge tutta l’area a sud-ovest di Brescia.

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