Adro, cambia volto il polo scolastico: rimossa l’intitolazione a Gianfranco Miglio

L’intitolazione al teorico del federalismo, Gianfranco Miglio, era avvenuta anni fa durante l’amministrazione dell’ex sindaco Oscar Lancini

Con la rimozione della scritta “Gianfranco Miglio” dal muro d’ingresso del polo scolastico di Adro, il sindaco Davide Moretti ha segnato un cambiamento non solo simbolico, ma anche culturale e amministrativo. La scelta, come spiegato dallo stesso primo cittadino, nasce dall’esigenza di chiarezza: «L’edificio è intitolato a Miglio, ma non lo è l’istituto scolastico. La scritta risultava fuorviante e collocata in una zona ormai secondaria rispetto all’accesso principale».

Moretti sottolinea che l’intento è quello di rendere la scuola un luogo neutro, accogliente e privo di riferimenti ideologici, rispecchiando una visione più inclusiva e trasversale dell’istruzione pubblica.

L’intitolazione al teorico del federalismo, Gianfranco Miglio, era avvenuta anni fa durante l’amministrazione dell’ex sindaco Oscar Lancini, figura di spicco della Lega e successivamente europarlamentare. In quel periodo, l’istituto scolastico era diventato un simbolo dell’identità leghista del territorio, arricchito anche da altri elementi distintivi come i Soli delle Alpi, che decoravano l’edificio e rappresentavano l’orgoglio del cosiddetto “feudo del Carroccio”.

Oggi, dopo la fine del ventennale governo leghista alle ultime elezioni comunali, questa scelta viene messa in discussione alla luce di una nuova direzione politica e culturale.

La decisione non è passata inosservata e ha generato immediate reazioni. Giovanna Frusca, ex assessora della giunta leghista, ha criticato la rimozione definendola «una caduta di stile». Secondo Frusca, l’intitolazione era «un omaggio condiviso a una figura autorevole che ha contribuito alla cultura politica italiana», rimosso in modo che ritiene «irrispettoso».

Ancora più dure le parole di Fabio Rolfi, vicepresidente della Provincia, che ha definito l’atto «codardo» e dettato da «debolezza ideologica». Per Rolfi, «la grandezza di Miglio non appartiene a una parte politica, ma a tutta la comunità». Ha inoltre annunciato l’intenzione di portare la questione all’attenzione della Provincia e di aprire un dibattito anche a livello nazionale.

La rimozione della scritta rappresenta, di fatto, la fine di un’era per Adro. Dopo oltre vent’anni di amministrazione a guida Lega, la nuova giunta ha iniziato a ridefinire i simboli pubblici, a partire da quelli legati alla scuola, con l’obiettivo dichiarato di separare l’istituzione scolastica da ogni appartenenza politica.

Non si tratta di una cancellazione della memoria, ma di un ripensamento dell’identità collettiva, che riflette il mutato panorama politico locale. La vicenda ha acceso il dibattito sul ruolo della scuola come spazio civico neutrale, su quanto sia giusto mantenere o rivedere le intitolazioni del passato, e su chi debba avere voce nel definire l’eredità simbolica di una comunità.

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