Scuola, a Brescia oltre 3mila posti ancora vacanti per l’anno 2025-26

Cattedre scoperte e personale Ata insufficiente: tra supplenze e reggenze, il nuovo anno scolastico partirà all’insegna del precariato.

La terza settimana di agosto segna l’inizio del conto alla rovescia verso la riapertura delle scuole. In Lombardia, le lezioni riprenderanno il 12 settembre, ma nel Bresciano il sistema scolastico deve ancora fare i conti con oltre 3mila posti vacanti, da coprire quasi interamente con precari.

Secondo i dati diffusi dai sindacati, resteranno scoperte più di 2mila cattedre, nonostante le immissioni in ruolo, le assegnazioni provvisorie e le 48mila assunzioni autorizzate a livello nazionale per il 2025-26, di cui 15mila per il sostegno, 10mila per il personale Ata e 347 dirigenti scolastici.

Le carenze si distribuiscono in maniera significativa tra i diversi ordini: 141 docenti mancano all’infanzia, 348 alla primaria, 683 alle secondarie di primo grado e circa 900 alle secondarie di secondo grado. Particolarmente critica la situazione dei docenti di sostegno, soprattutto nella scuola primaria, mentre alle superiori i posti risultano già saturi.

Anche il comparto non docente è in difficoltà. A fronte di 300 assunzioni a tempo indeterminato, restano scoperti 700 posti tra bidelli e personale tecnico-amministrativo. Nelle segreterie la metà dei posti da Dsga non è ancora coperta, mentre per i dirigenti scolastici, a fronte di 347 nomine a livello nazionale, a Brescia restano vacanti 27 sedi, con il rischio di nuove reggenze affidate a presidi già titolari di altri istituti.

«Le nomine in ruolo non riusciranno a coprire tutti i posti disponibili, sia in aula che negli uffici», avverte Attilio Boldini, segretario generale Cisl Scuola Brescia e Valcamonica, sottolineando come la scarsità di personale non docente pesi in modo significativo sulla gestione quotidiana degli istituti.

Secondo Adriano Cattelan di Gilda, gli uffici scolastici lombardi stanno rispettando le tempistiche, ma operano in costante carenza di organico, con il rischio di errori, ricorsi e ulteriori ritardi.

La situazione è aggravata dal meccanismo delle supplenze, che rimane il principale strumento per garantire la continuità didattica. Dopo la scadenza della call veloce, con 33 candidati che hanno indicato Brescia come destinazione, si passerà alle assegnazioni telematiche, poi alle supplenze centralizzate e infine agli interpelli diretti dei dirigenti scolastici.

Il sostegno resta l’ambito più delicato: ogni anno l’organico subisce modifiche in base alle nuove certificazioni e le deroghe vengono coperte esclusivamente a tempo determinato. «Arriveremo inevitabilmente agli interpelli da parte delle scuole», spiega Giuseppe Sementa di Gilda, evidenziando come molti aspiranti insegnanti di altre discipline accettino di coprire ore di sostegno pur di lavorare.

Il 25 agosto firmeranno i nuovi assunti, ma senza un rafforzamento strutturale il sistema bresciano rischia di iniziare ancora una volta l’anno scolastico con una macchina organizzativa segnata da precarietà e vuoti difficili da colmare.

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