È partito da Ospitaletto a 18 anni, oggi è una delle menti più rispettate della ristorazione mediterranea. Ma Francesco Manzoli, bresciano riservato e allergico ai riflettori, continua a sorprendere con la sua visione imprenditoriale, capace di fondere ospitalità, estetica e intuizione in un’offerta che conquista chef, critici e star internazionali.
Dalle Baleari al successo internazionale
Dopo le prime esperienze tra Riccione e Formentera, dove ha dato vita al celebre Can Carlos (ora gestito dalla sorella Silvia) e al Can Carlitos, ceduto prima della pandemia, Manzoli ha spostato il baricentro della sua attività a Ibiza. Qui, ha preso in mano le redini dello storico Amalur – ristorante simbolo di Santa Gertrudis – chiuso da tre anni e affidato al gruppo Pacha, che ha puntato su di lui per rilanciarlo.
In quattro anni, Amalur è tornato a essere un punto di riferimento assoluto per residenti e turisti di alto profilo. Il merito va anche alla decisione di tenere aperto tutto l’anno, fidelizzando le famiglie benestanti che si sono trasferite sull’isola dopo il Covid.
Il locale è stato recentemente sotto i riflettori per la visita dei neosposi Jeff Bezos e Lauren Sanchez, in compagnia di Leonardo DiCaprio e Vittoria Ceretti. Ma a Manzoli i gossip interessano poco: “Qui i vip sanno di poter contare sulla privacy. È uno dei motivi per cui ci scelgono”, afferma.
Il debutto di Amalurino e il format per famiglie
A rafforzare la sua presenza sull’isola, a ottobre è prevista l’inaugurazione di Amalurino, nuovo locale a San Lorenzo, pensato come estensione “casual” del fratello maggiore. Il progetto nasce dalla collaborazione con l’artista Ara Starck, figlia del celebre designer Philippe, e dall’architetto bresciano Paola Crescenti, firma storica degli spazi ideati da Manzoli.
“Sarà un ristorante per famiglie, aperto dalla colazione alla cena, con uno spazio dedicato ai bambini, libri e colori compresi. Una proposta moderna che guarda alle esigenze delle numerose famiglie nordeuropee che vivono oggi a Ibiza”.
Una carriera costruita anche sulle scelte personali
Dietro ai successi professionali c’è anche una forte componente familiare. “Nel 2012 avevo trovato un locale a New York, ma la nascita della mia prima figlia mi ha fatto tornare a Brescia”, racconta. Oggi ha quattro figli e vive con la moglie Garance, che definisce una figura determinante nel suo percorso. “I momenti più belli li ho vissuti con loro a Padenghe durante il Covid. Mi sono goduto il lago e la loro quotidianità”.
Secondo Manzoli, oggi il successo nella ristorazione non dipende solo dalla cucina, ma da un mix armonico di fattori: atmosfera, design, servizio, location e prezzi. Ed è su questo equilibrio che ha costruito una carriera ventennale costellata di intuizioni vincenti.
Progetti futuri: Brescia e New York nel mirino
Nonostante il successo ibizenco, Manzoli non dimentica le sue radici. In passato ha tentato per due volte di rilevare La Sosta, storico ristorante bresciano, senza successo. Ma non demorde: “Ho un progetto preciso in testa e credo che abbia un potenziale altissimo. Per me sarebbe una questione affettiva e di orgoglio”.
Infine, il sogno americano resta vivo. “Vado ancora due o tre volte l’anno a New York per mantenere i contatti. Aspetto solo che i miei figli crescano un po’. Ma una cosa è certa: prima di morire, aprirò il mio ristorante a New York“.
Una frase che, conoscendo il percorso di Francesco Manzoli, suona più come una promessa che come un desiderio.