Prestiti in crescita a Brescia, ma le famiglie restano affidabili nei rimborsi

L’indebitamento aumenta ma le sofferenze crollano: in dieci anni -90%. Risparmi in ripresa rispetto al 2016, anche se in calo rispetto al biennio post-pandemico

Aumentano i prestiti, ma calano drasticamente le sofferenze bancarie: è il quadro che emerge dall’analisi sul credito alle famiglie nel Bresciano, secondo i dati Banca d’Italia aggiornati al 31 marzo 2025 e rielaborati dal Centro Studi di Confindustria Brescia. Un sistema economico che, pur sotto pressione per l’aumento dei finanziamenti richiesti, continua a dimostrare una forte capacità di tenuta.

Gli impieghi bancari destinati alle famiglie consumatrici residenti in provincia hanno toccato quota 13,351 miliardi di euro, il secondo valore più alto nell’ultimo decennio, leggermente sotto il picco registrato nel marzo 2023 (13,381 miliardi). Si tratta comunque di una crescita del 15,8% rispetto al 2016, quando gli impieghi si attestavano a 11,531 miliardi. A livello lombardo, Brescia si posiziona seconda per volume di prestiti, dietro a Milano (55,66 miliardi) e davanti a Bergamo (oltre 12 miliardi) e Varese (11,04 miliardi).

La propensione al credito si conferma in aumento, segno che le famiglie stanno tornando a investire e a sostenere spese importanti ricorrendo al finanziamento bancario. Parallelamente, si registra una notevole riduzione dei crediti deteriorati, sintomo di una maggiore solidità nel rimborso. Le sofferenze bancarie nella provincia sono scese da 96 milioni nel 2024 a 79 milioni nel 2025, con un calo del 17,7% su base annua. Il crollo è ancora più evidente se si guarda a dieci anni fa: nel 2016 il dato superava gli 896 milioni, segnando così un calo superiore al 90%.

Il tasso di deterioramento del credito alle famiglie bresciane si attesta ora allo 0,60%, in linea con la media regionale (0,59%) e poco sopra quella nazionale (0,5%). Nel 2016 questo indicatore era all’1,77%, quasi il triplo rispetto ad oggi. Il tasso è stabilmente sotto l’1% dal 2019, confermando la progressiva affidabilità dei nuclei familiari nel rispettare gli impegni con gli istituti di credito.

Anche i risparmi mostrano segnali positivi nel lungo periodo. A fine marzo 2025, i depositi delle famiglie bresciane hanno raggiunto quota 26,863 miliardi di euro, in lieve crescita rispetto ai 26,721 miliardi di un anno prima (+0,5%). Tuttavia, il dato rimane inferiore ai livelli raggiunti tra il 2022 e il 2023: due anni fa i risparmi ammontavano a 28,38 miliardi, nel 2023 erano 27,25 miliardi. Questo trend riflette una graduale normalizzazione del comportamento di risparmio post-Covid, dopo i picchi accumulati nei periodi di maggiore incertezza economica.

Nel confronto con il 2016, il dato resta comunque molto positivo: i depositi sono cresciuti del 34,4% in dieci anni, passando da 19,98 miliardi agli attuali 26,86. In Lombardia, Brescia è terza per incremento percentuale tra 2016 e 2025, dietro solo a Lecco (+36,9%) e Lodi (+34,5%). Altre province con crescite sopra il 30% sono Monza e Brianza, Milano, Cremona e Bergamo. La media regionale si ferma al +24,9%, mentre a livello nazionale l’aumento medio dei depositi è del 29,4%.

La combinazione di aumento dell’indebitamento e calo delle sofferenze dipinge un quadro di equilibrio finanziario, dove le famiglie, pur accedendo più spesso al credito, mantengono una gestione responsabile delle proprie finanze. Questo equilibrio è favorito anche dalle operazioni di cartolarizzazione effettuate dalle banche, che hanno contribuito a pulire i bilanci dai crediti deteriorati, rafforzando il sistema bancario locale.

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