Pupazzetti contraffatti e articoli scolastici privi dei requisiti minimi di sicurezza: è il bilancio di un’operazione condotta dalla Guardia di Finanza di Brescia, che ha sequestrato oltre 3 milioni di prodotti non conformi, tra cui quasi 900 giocattoli falsi della serie Labubu.
Il blitz ha coinvolto 18 esercizi commerciali dislocati tra la città, l’hinterland bresciano e l’area del Garda, con particolare attenzione a negozi di cancelleria e forniture scolastiche. Le Fiamme Gialle hanno individuato e bloccato la vendita di materiali destinati agli studenti privi del marchio CE o delle informazioni obbligatorie sui materiali utilizzati, in violazione delle normative europee sulla sicurezza dei prodotti.
Più di un terzo degli articoli sequestrati riguardava penne, matite, gomme e altri strumenti scolastici, spesso venduti senza alcuna certificazione o indicazione sull’origine. Le sanzioni complessive elevate durante l’operazione superano i 45mila euro, a carico di diversi commercianti, due dei quali sono stati formalmente denunciati all’autorità giudiziaria.
Il caso più eclatante riguarda la scoperta di 897 pupazzetti Labubu contraffatti, ritirati da due punti vendita nella bassa Valcamonica. Questi oggetti, molto popolari tra bambini e adolescenti, riproducevano fedelmente i celebri personaggi ma erano privi di licenza e realizzati con materiali potenzialmente pericolosi. Le accuse mosse ai titolari sono pesanti: commercio di prodotti con marchi contraffatti, utilizzo di segni mendaci e ricettazione.
L’operazione rappresenta un chiaro segnale dell’impegno della Guardia di Finanza nel contrastare la diffusione di prodotti non sicuri, soprattutto quando destinati ai più giovani. Come sottolineato dagli inquirenti, la priorità resta quella di proteggere i consumatori e garantire che sul mercato circolino solo articoli conformi agli standard di legge.
I sequestri effettuati nel corso dei controlli rafforzano l’attenzione delle autorità sulla sicurezza degli oggetti destinati a uso scolastico, un segmento in cui la presenza di merce non certificata può generare rischi concreti per la salute dei bambini. Il blitz, che si è svolto nel mese di settembre, è stato solo l’ultimo di una serie di controlli mirati avviati con l’inizio del nuovo anno scolastico.
Le indagini proseguono ora per ricostruire l’intera filiera di approvvigionamento dei prodotti irregolari, con l’obiettivo di individuare i fornitori responsabili dell’introduzione sul mercato bresciano di materiali contraffatti o pericolosi.