Turismo, la Valle Camonica diventa modello nazionale tra radici e innovazione

Dal Garda alla Franciacorta, il Ministero punta su Brescia per un nuovo modello di turismo esperienziale, sostenibile e digitale con il progetto “Valle Camonica Experience”

La provincia di Brescia si candida a diventare un laboratorio turistico per tutta l’Italia, grazie a un mix di patrimonio culturale, sostenibilità e innovazione digitale. La spinta arriva direttamente dal Ministero del Turismo, che ha scelto la Valle Camonica e il lago di Garda come territori pilota per promuovere un modello di sviluppo esperienziale e integrato, fondato sull’identità locale e l’apertura al futuro.

Durante un evento dedicato al tema “Fu-Turismo – tra innovazione e tradizione”, il Ministero ha illustrato le linee guida del progetto “Valle Camonica Experience”, finanziato con oltre 300 mila euro attraverso il bando nazionale Unesco e Città Creative. Un’iniziativa che ha l’obiettivo di valorizzare il territorio camuno e i suoi simboli storici, ma anche di promuovere una fruizione turistica accessibile, digitale e destagionalizzata, capace di generare impatto su tutto l’arco dell’anno.


Dal patrimonio UNESCO alla “via del formaggio”: un’offerta turistica completa

Tra i principali asset messi in evidenza c’è il patrimonio rupestre della Valle Camonica, uno dei più estesi e significativi al mondo, già riconosciuto dall’Unesco. Ad esso si affianca l’anfiteatro romano di Cividate, considerato il più importante sito archeologico alpino di epoca imperiale.

Il rilancio turistico, tuttavia, non si limita alla sola valle. Il lago di Garda, con la località di Salò, è già oggi un polo internazionale che richiama migliaia di visitatori, mentre la Franciacorta e la suggestiva “via del formaggio” contribuiscono a creare un’esperienza immersiva legata alla cultura enogastronomica bresciana.


Turismo esperienziale e digitale: la nuova frontiera

Il progetto “Valle Camonica Experience” si pone l’obiettivo di integrare cultura, tecnologia e partecipazione delle comunità locali. In particolare, l’investimento del Ministero punta a:

  • Rafforzare la coesione territoriale tra i Comuni, costruendo una rete turistica coordinata;

  • Sostenere il turismo ricorrente e destagionalizzato, attraverso eventi, itinerari e piattaforme digitali;

  • Migliorare l’accessibilità e la fruibilità del territorio, grazie a strumenti tecnologici innovativi.

Si tratta, quindi, di un progetto che va oltre la mera promozione, ponendo al centro la sostenibilità e l’identità territoriale come leve strategiche per attrarre nuovi flussi turistici, anche internazionali.


Un modello replicabile per tutta l’Italia

L’esperienza bresciana si propone ora come modello di riferimento per lo sviluppo turistico nazionale, in linea con la strategia del Ministero di valorizzare le eccellenze locali attraverso progetti integrati e replicabili. L’intento è quello di unire tradizione e futuro, sostenendo le economie locali e allo stesso tempo costruendo una nuova narrazione del turismo italiano, meno legata al mordi e fuggi e più orientata alla qualità, all’esperienza e alla relazione con il territorio.

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