Nella mattinata di un controllo avviato il 27 settembre, i carabinieri hanno eseguito una verifica domiciliare presso l’abitazione di un uomo di 62 anni, residente a San Zeno Naviglio, portando alla luce un vero e proprio arsenale custodito in casa. Dalla perquisizione sono emersi dodici fucili, una pistola e un consistente quantitativo di munizioni.
Quasi tutte le armi risultavano regolarmente denunciate, ma durante gli accertamenti è emersa una criticità: almeno un’arma non figurava negli elenchi ufficiali. Oltre all’irregolarità anagrafica, i militari hanno rilevato una situazione di non corretta custodia: le armi non erano depositate in un luogo idoneo come un armadio blindato o una cassaforte, ma erano facilmente accessibili ai familiari che vivevano con il proprietario.
Alla luce di quanto riscontrato, il 62enne è stato denunciato per omessa custodia di armi e segnalato all’autorità competente per l’applicazione del divieto di detenzione. Tutte le armi rinvenute e la relativa licenza di porto sono state sottoposte a sequestro in attesa degli ulteriori sviluppi procedurali.
L’operazione si inserisce nell’ambito dei controlli periodici volti a garantire il rispetto della normativa sulla detenzione di armi e la sicurezza domestica. La perizia dei carabinieri ha evidenziato non solo una dimenticanza amministrativa, ma anche un concreto rischio per l’incolumità dei conviventi, dal momento che la facilità d’accesso alle armi incrementa la possibilità di incidenti o di uso non autorizzato.
Fonti investigative hanno precisato che la passione per la caccia, coltivata nel corso degli anni dal denunciato, ha portato alla formazione di una collezione estesa, senza però che la necessaria attenzione alle misure di custodia venisse mantenuta. L’assenza di misure di sicurezza adeguate rappresenta un illecito rilevante anche quando le armi sono formalmente denunciate, perché la legge impone obblighi specifici per evitare che strumenti potenzialmente pericolosi siano alla portata di terzi.
Le autorità locali ricordano che la normativa prevede obblighi stringenti per i detentori di armi: oltre alla denuncia e al possesso di titoli abilitativi, è necessario che fucili e pistole siano custoditi in modo da impedire l’accesso non autorizzato. Il mancato rispetto di queste norme può comportare conseguenze penali e amministrative, come la revoca delle autorizzazioni e il sequestro dei materiali.
Al momento del sequestro non sono state comunicate altre contestazioni, ma l’indagine proseguirà per chiarire la provenienza dell’arma non registrata e per valutare eventuali ulteriori responsabilità. La segnalazione del divieto di detenzione nei confronti del 62enne indica la volontà delle autorità di prevenire rischi futuri legati alla disponibilità incontrollata di armi.
L’episodio ha suscitato attenzione nella comunità locale, dove la pratica venatoria è diffusa ma regolamentata. Le forze dell’ordine hanno invitato i cittadini detentori di armi a verificare la correttezza delle denunce e ad adottare misure di custodia conformi alla legge, per evitare simili interventi e per tutelare la sicurezza delle famiglie.