Una vasta operazione delle forze dell’ordine, iniziata all’alba di martedì, ha portato all’arresto di otto persone, coinvolte in una rete criminale che si estendeva tra Lombardia e Veneto. Tra i fermati figura anche un agente della Polizia Locale di Desenzano del Garda, accusato di aver ricoperto un ruolo chiave in un’organizzazione dedita al traffico di droga e all’emissione di fatture false.
Quattro indagati sono stati trasferiti in carcere, mentre per altri quattro sono stati disposti gli arresti domiciliari. Le accuse comprendono tentato omicidio, tentata rapina, detenzione e porto illegale di armi, oltre all’associazione per delinquere finalizzata allo spaccio di sostanze stupefacenti.
L’agguato all’imprenditore e le armi sequestrate
Le indagini, avviate dai Carabinieri del Nucleo Investigativo e della Compagnia di Brescia, sono partite da un grave episodio avvenuto il 1° marzo dell’anno scorso: a Montichiari, un imprenditore attivo nel settore dello smaltimento di metalli era stato colpito da otto colpi di pistola mentre chiudeva il cancello della propria azienda. L’uomo, raggiunto da sei proiettili a gambe, braccia e addome, era sopravvissuto all’aggressione ma è deceduto a settembre 2024 per cause non direttamente correlate all’attentato.
L’autore materiale della sparatoria sarebbe un pregiudicato albanese, attualmente tra gli arrestati. Le indagini hanno anche portato all’arresto di un pluripregiudicato italiano, trovato in possesso di due pistole, quattro fucili e diverse munizioni, e al compimento di 23 perquisizioni nei confronti di altri soggetti coinvolti, ma non destinatari di misure cautelari.
Le attività della Guardia di Finanza: droga, anabolizzanti e frodi fiscali
Parallelamente, la Guardia di Finanza ha avviato 19 perquisizioni in sette province (Brescia, Milano, Bergamo, Verona, Mantova, Ferrara e Rovigo) per far luce su reati fiscali e traffici illeciti. Le indagini hanno identificato due gruppi distinti che, secondo l’accusa, avrebbero emesso fatture false per un valore complessivo superiore a 450mila euro, simulando operazioni mai avvenute.
L’agente della Polizia Locale arrestato avrebbe agito da intermediario tra un imprenditore bergamasco e una società cartiera bresciana, operante nel settore edilizio e gestita da soggetti con precedenti penali. Secondo la ricostruzione investigativa, l’imprenditore – anch’egli finito in manette – avrebbe poi creato un secondo circuito illecito, avvalendosi della collaborazione di altri quattro individui per trattenere il valore dell’IVA evasa come compenso per i servizi prestati.
Unità cinofile specializzate, tra cui i “cash dog” in grado di individuare valuta nascosta, hanno supportato le operazioni di perquisizione. Inoltre, il Nucleo Antisofisticazioni e Sanità (NAS) ha eseguito controlli su tre obiettivi coinvolti nella distribuzione illecita di sostanze anabolizzanti.
Coinvolgimento trasversale e indagini ancora in corso
Secondo la Procura di Brescia, l’associazione a delinquere operava con modalità strutturate, coinvolgendo soggetti di diverse nazionalità, ambiti professionali e con ruoli ben definiti. L’intersezione tra reati fiscali, traffico di droga e armi, e tentati omicidi dimostra l’alto livello di organizzazione e pericolosità del sodalizio.
Le indagini proseguono per chiarire l’eventuale coinvolgimento di altri soggetti e l’estensione delle attività illecite in altre regioni. Ulteriori sviluppi sono attesi nei prossimi giorni, a seguito dell’analisi del materiale sequestrato.