Su Gologone, ancora dolore per la morte dello speleosub bresciano Luca Pedrali: la salma rientrerà a Salò

Non è stata ancora fissata la data dei funerali del 59enne di Chiari, residente a Salò, morto durante un’immersione esplorativa nella sorgente carsica di Oliena. Il cordoglio dei Volontari del Garda.

Non è stata ancora fissata la data dei funerali di Luca Pedrali, lo speleosub 59enne originario di Chiari e residente a Salò, scomparso giovedì scorso durante un’immersione esplorativa nella fonte carsica di Su Gologone, a Oliena (Nuoro).

La moglie Nadia Bocchi, accompagnata da alcuni familiari, è arrivata ieri mattina in Sardegna per completare le pratiche necessarie al rientro della salma, attesa con commozione a Salò per l’ultimo saluto.

L’incidente a Su Gologone

Pedrali, subacqueo esperto e appassionato, si era già immerso lo scorso giugno nella stessa sorgente, una delle più note del sistema carsico sardo. Tornato sull’isola con un gruppo di amici bresciani, aveva pianificato nuove ispezioni esplorative nelle grotte sommerse della zona.

Secondo quanto ricostruito dal Corpo nazionale soccorso alpino e speleologico, l’attività di giovedì coinvolgeva due squadre di speleosub: una impegnata proprio nella risorgente di Su Gologone, a circa 100 metri di profondità, e una seconda nella vicina grotta di Mussin Tomasu.

Durante l’immersione, Pedrali avrebbe accusato un malore improvviso, riuscendo comunque a riemergere autonomamente. I compagni lo hanno immediatamente assistito, ma le sue condizioni si sono aggravate una volta fuori dalla grotta. Nonostante i tentativi di rianimazione, per lui non c’è stato nulla da fare.

Il ricordo dei Volontari del Garda

Grande dolore nella comunità di Salò, in particolare nella sede dei Volontari del Garda, dove Pedrali prestava servizio dal 2022 come sommozzatore e autista soccorritore.

«È stato un fulmine a ciel sereno», hanno dichiarato Elia Samuelli, presidente dei Volontari, insieme al comandante Franco Rodella e al direttore Luca Cavallera. «Il giorno prima di partire ci eravamo salutati: conosceva bene quel posto e voleva tornare perché, secondo lui, c’era ancora un tratto da esplorare».

Il ricordo si fa più personale nelle parole di Mauro Fusato, del nucleo sommozzatori:

«L’avevamo conosciuto nel 2017, quando stabilì il suo record italiano di profondità nel Garda. Era un uomo preparato, generoso, sempre disponibile. Ci mancherà moltissimo».

Un appassionato del mondo subacqueo

Pedrali, che aveva fatto del mare e delle immersioni la sua grande passione, era conosciuto e stimato anche per il suo impegno nel volontariato. Dopo il trasferimento a Salò, tre anni fa, si era unito con entusiasmo ai Volontari del Garda, coinvolgendo anche la moglie Nadia nelle attività del gruppo.

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