Una situazione di degrado crescente preoccupa studenti, insegnanti e famiglie dell’Istituto Canossiano di via Armando Diaz, nel centro di Verona. Da mesi, infatti, la zona antistante la scuola è diventata luogo di ritrovo per persone senza fissa dimora e tossicodipendenti, con episodi quotidiani di abuso di sostanze, consumo di alcol e violenze verbali. Un contesto che ha spinto la scuola, insieme ai genitori, a promuovere una raccolta firme per chiedere interventi immediati di pulizia e sicurezza.
Siringhe, spaccio e degrado quotidiano.
Davanti all’ingresso dell’istituto, nei pressi della pensilina dell’autobus, si registrano da tempo atti di spaccio e consumo di eroina, spesso accompagnati da risse e liti tra persone in evidente stato di alterazione. Le aiuole e i marciapiedi sono utilizzati come latrine e discariche, con la presenza di siringhe, bottiglie rotte e rifiuti a pochi passi dall’area in cui transitano ogni giorno bambini e ragazzi.
Secondo quanto segnalato dai genitori, la scena si ripete a ogni ora del giorno, creando un clima di paura e insicurezza tra le famiglie. La scuola ha più volte sollecitato interventi di bonifica e controllo, ma la situazione non sembra migliorare.
La petizione per il ripristino del decoro.
La raccolta firme, avviata il 27 ottobre, ha già raccolto numerose adesioni e continuerà nei prossimi giorni. L’obiettivo è portare all’attenzione delle istituzioni un problema che riguarda la sicurezza pubblica, ma anche la dignità degli spazi cittadini.
Il documento sarà inviato a Comune di Verona, Questura e altri enti competenti, con la richiesta di interventi strutturali: potenziamento della sorveglianza nelle ore di ingresso e uscita, maggiore presenza delle forze dell’ordine, e una pulizia regolare dell’area.
L’allarme della comunità scolastica.
“Non possiamo più accettare che i nostri figli entrino a scuola in mezzo a rifiuti e persone che si drogano”, affermano alcuni genitori che hanno sottoscritto la petizione. “Chiediamo solo un contesto sicuro e decoroso, come spetta a ogni bambino”.
La direzione dell’istituto, in sinergia con i rappresentanti dei genitori, ribadisce che l’intento non è criminalizzare la marginalità, ma richiamare le istituzioni a un’azione concreta di tutela per tutti, in particolare per i più piccoli.
Il caso dell’Istituto Canossiano riaccende il dibattito sul degrado urbano e sulla gestione delle fragilità sociali nel centro cittadino, un tema che richiede un equilibrio tra sicurezza e solidarietà, ma anche risposte immediate e coordinate.