Arrivano le tredicesime, e nel Bresciano l’ammontare complessivo tocca quota 1,2 miliardi di euro. A beneficiarne saranno circa 800mila persone, tra pensionati e lavoratori dipendenti, con un assegno medio in crescita di 30 euro rispetto all’anno scorso. Un’iniezione di liquidità attesa in vista del periodo natalizio, tra spese per regali, viaggi e festività, che rappresenta un importante sollievo per le famiglie, specie in un contesto di costi in aumento.
Come ogni anno, i primi a riceverla saranno i pensionati, che incasseranno la mensilità aggiuntiva nei primi giorni di dicembre, insieme alla pensione mensile e ad eventuali bonus integrativi, come la quattordicesima o i 154 euro aggiuntivi riservati ai titolari di trattamenti minimi. Nel solo territorio bresciano, secondo i dati dell’Osservatorio Inps, si contano 366.455 pensioni attive con un importo medio di 1.244 euro. Il totale destinato alle tredicesime pensionistiche supererà i 400 milioni di euro.
Il resto del monte tredicesime sarà distribuito tra i lavoratori dipendenti, per un valore stimato in oltre 733 milioni di euro. L’assegno medio si attesterà su 1.584 euro pro capite, in crescita rispetto ai 1.554 euro del 2024, grazie anche all’incremento dell’occupazione. In un anno, infatti, il numero degli occupati è salito da 434mila a 463mila.
Commercio e servizi i settori con gli assegni più elevati
Il settore più premiato è quello del commercio e dei servizi, dove i 245mila lavoratori dipendenti percepiranno una tredicesima media di 1.614 euro. Seguono la manifattura con 1.551 euro, le costruzioni e l’energia con 1.542 euro, mentre in agricoltura l’assegno medio è di 1.560 euro, nonostante un lieve incremento (+22 euro) rispetto all’anno scorso.
Brescia sotto la media regionale
Nonostante gli aumenti, la media bresciana resta al di sotto di quella lombarda, che si attesta a 1.625 euro pro capite. Il divario più marcato si osserva nel settore del commercio e servizi, dove le retribuzioni nell’area metropolitana di Milano spingono la media regionale a 1.703 euro.
Nessuna detassazione sulla tredicesima
Le tredicesime 2025 avrebbero potuto registrare aumenti più consistenti, se fosse stata accolta la proposta di detassazione della mensilità aggiuntiva. L’idea prevedeva l’applicazione di una flat-tax ridotta o l’esenzione totale dall’Irpef, che attualmente grava sugli importi con un’aliquota ordinaria tra il 23% e il 43%. La misura, però, è stata scartata per mancanza di coperture economiche: l’operazione avrebbe comportato un esborso per lo Stato pari a 15 miliardi di euro, rendendola insostenibile.
Le tredicesime rappresentano comunque una boccata d’ossigeno per molti, specialmente in un periodo dell’anno in cui i consumi crescono e la pressione economica sulle famiglie aumenta. Per pensionati e lavoratori, l’assegno di dicembre resta un elemento chiave per affrontare il Natale con maggiore serenità.